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L'Ivafe dal 2014 sarà in versione light

del 21/09/2013
di: Valerio Stroppa
L'Ivafe dal 2014 sarà in versione light
Ivafe più leggera a partire dal 2014. L'ambito di applicazione del prelievo sui capitali all'estero sarà ridotto. A pagare non saranno più tutte le «attività finanziarie» detenute oltre confine, ma solo i «prodotti finanziari», oltre che conti correnti e libretti di risparmio. È quanto prevede il ddl Europea 2013-bis, approvato ieri dal consiglio dei ministri. Come anticipato da ItaliaOggi del 18 settembre scorso, Bruxelles ha chiesto all'Italia una modifica dell'attuale disciplina recata dall'articolo 19 del dl n. 201/2011. Nello specifico, con il caso Eu Pilot n. 5095/12/Taxu la Commissione Ue ha evidenziato una disparità di trattamento tra gli asset detenuti all'estero e quelli mantenuti entro i confini nazionali. Mentre l'imposta di bollo proporzionale si applica ai soli prodotti finanziari, l'Ivafe colpisce la più ampia categoria delle «attività finanziarie». Con la modifica predisposta ora dall'esecutivo tale criticità viene superata, uniformando le due discipline facendo riferimento, per entrambe, ai «prodotti finanziari». Si restringe quindi l'ambito oggettivo dell'Ivafe individuato dall'Agenzia delle entrate con la circolare n. 28/E del 2012: non pagheranno più, per esempio, i finanziamenti a società non residenti, i metalli preziosi allo stato grezzo o le stock option cedibili offerte da aziende straniere ai propri dipendenti. Si ricorda che a partire da quest'anno l'Ivafe presenta un'aliquota dell'1,5 per mille annuo, al pari del bollo sui rendiconti che grava sugli strumenti finanziari posseduti in Italia. Per conti correnti e libretti di risparmio, a prescindere dallo stato in cui questi sono detenuti, il prelievo si applica nella misura fissa di 34,20 euro, a fronte di una giacenza media annua non inferiore a 5 mila euro. La relazione tecnica allegata al ddl Europea-bis quantifica la perdita di gettito in meno di un milione di euro all'anno. Le «altre attività finanziarie» dichiarate dai contribuenti nel quadro RW di Unico 2012 ammontano infatti a 668 milioni di euro: applicando l'aliquota dello 0,15% e detraendo un tax credit per le imposte pagate all'estero pari in media a un terzo, le mancate entrate stimate dal governo saranno di 700 mila euro per ogni esercizio.

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