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Via libera all'esecutorietà sprint

del 21/09/2013
di: di Beatrice Migliorini
Via libera all'esecutorietà sprint
Immediata esecutorietà delle sentenze delle commissioni tributarie. Ampliamento dell'istituto della conciliazione giudiziale, con particolare riguardo ai casi di minore entità. Sempre per i casi di minore entità prevedere sia la composizione monocratica dell'organo giudicante, sia l'ampliamento dei casi in cui il contribuente può stare in giudizio senza assistenza tecnica. Queste le principali novità in tema di contenzioso tributario, che hanno trovato spazio all'interno dell'art. 10 del testo della delega fiscale, il cui iter in commissione finanze alla camera, si è concluso ieri.

Esecutorietà. Tra le novità introdotte all'interno dell'art. 10, la previsione in base alla quale viene estesa a tutte le parti in causa l'immediata esecutorietà delle sentenze delle commissioni tributarie. In base alla disposizione introdotta, la parte uscita vittoriosa dalla fase di contenzioso, non sarà più tenuta al rispetto dei tempi tecnici per ottenere il quantum dovuto, ma potrà agire nella fase subito successiva alla conclusione del grado di giudizio. In sostanza, quindi, da un lato, il contribuente potrà ottenere in tempi più rapidi il rimborso di quanto indebitamente versato (nel caso di una pronuncia a suo favore) e, dall'altro lato, l'amministrazione finanziaria, sempre nel caso di una pronuncia a suo favore, potrà ottenere subito l'intera somma oggetto del contenzioso. Il tutto, a prescindere dall'eventuale giudizio di appello. Sempre in materia di riscossione, durante la seduta di giovedì 19 settembre, ha trovato approvazione l'emendamento presentato dal governo che prevede l'estensione anche ai comuni della possibilità di riscuotere tramite ruolo. «In questo modo», ha spiegato il presidente della VI commissione di Montecitorio, Daniele Capezzone, «i comuni in grado di gestire autonomamente il servizio di riscossione avranno una maggiore possibilità di manovra». Da notare come, parallelamente all'iter della delega, siano in corso i lavori sul piano Destinazione Italia, all'interno del quale vengono affrontati, sulla scia dei lavori alla delega fiscale, i temi dell'abuso di diritto e del processo tributario (si veda altro articolo a pag. 26).

La Conciliazione. Tra le linee guida che il governo dovrà seguire per introdurre, attraverso gli appositi decreti legislativi, le norme per il rafforzamento giurisdizionale del contribuente, anche quelle volte al rafforzamento dell'istituto della conciliazione. Nel dettaglio, l'art. 10, primo comma, let. a) della delega fiscale, prevede che «debba essere incrementato l'utilizzo dell'istituto della conciliazione con particolare riguardo a quelle situazioni che riguardano violazioni di minore entità».

Il ruolo del consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Novità anche sul fronte dell'organo di vertice della giustizia tributaria. L'art. 10, infatti, prevede che debbano essere snelliti i meccanismi di elezione del consiglio e, per fare questo, la linea scelta è stata quella di concentrare nelle mani dell'organo stesso la gestione di tutto l'iter elettorale.

Interpelli. A passare il vaglio della commissione finanze anche la norma sulla revisione dell'istituto degli interpelli. Per questi ultimi, in particolare, la disposizione prevede che «il governo proceda ad una revisione generale della disciplina degli interpelli al fine di garantire una maggiore tempestività della redazione dei pareri, procedendo anche all'eliminazione delle forme di interpello obbligatorio che producono solo ulteriori oneri per il contribuente».

Il calendario. «La commissione è riuscita a rispettare le scadenza che si era prefissata», ha spiegato Capezzone, «adesso il testo è completo e pronto per essere sottoposto al voto dell'aula alla camera a partire da lunedì pomeriggio. Il nostro obiettivo», ha concluso il presidente, «resta sempre quello di licenziare il provvedimento per il senato entro la fine del mese».

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