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La laurea non batte la crisi

del 18/03/2010
di: di Benedetta Pacelli
La laurea non batte la crisi
Laureati e disoccupati. Perché se è vero che il pezzo di carta vale ancora di più del diploma scolastico, è altrettanto vero che l'onda lunga della crisi economica è andata a colpire anche chi ha in tasca l'agognato titolo di laurea, triennale o magistrale che sia. A dirlo il XII rapporto Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati presentato ieri a Roma che evidenzia come la disoccupazione sia cresciuta, nell'ultimo anno, dal 14 al 21% in termini generali e dal 9 al 15% anche per quelle lauree cosiddette forti come medicina o architettura. E le cose non vanno tanto meglio per i futuri avvocati, chimici o biologi che a un anno dal conseguimento dal titolo risultano occupati rispettivamente solo per il 19%, 33% e 35%. Ma quanto guadagnano questi laureati? Sempre a un anno dal titolo il guadagno complessivo supera i 1.050 euro netti mensili, una retribuzione in calo per tutte le tipologie di lauree considerate. Le cose cambiano, però, se si considera la retribuzione a cinque anni dal conseguimento della laurea dove la parte del leone la fanno i medici con un guadagno mensile netto di oltre 2 mila euro, seguiti dagli ingegneri (circa 1.600 euro) e dai laureati in economia o statistica (circa 1.437). La stabilità dell'impiego a 12 mesi dal titolo, già non particolarmente consistente, risulta per tutti i comparti in calo rispetto alla precedente rilevazione, con la sola eccezione degli specialistici a ciclo unico (per i quali il lavoro stabile, rimasto sostanzialmente invariato, è pari al 36%): la contrazione è di 3 punti percentuali per i laureati di primo livello (il lavoro stabile è pari, quest'anno, al 36%), mentre è di 2 punti per i colleghi specialistici (che corrisponde a una quota di occupati stabili pari al 26%). In ogni caso la condizione occupazionale e retributiva dei laureati resta migliore di quella dei diplomati di scuola secondaria superiore. Autorevoli fonti ufficiali dicono che nell'intero arco della vita lavorativa i laureati presentano un tasso di occupazione di oltre 10 punti percentuali maggiore dei diplomati (78,5 contro 67%). Anche la retribuzione premia i titoli di studio superiori: nella fascia compresa tra i 25 e 64 anni di età, risulta più elevata del 55% rispetto a quella percepita dai diplomati di scuola secondaria superiore.
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