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Garanzia giovani Si apre il tavolo

del 20/09/2013
di: di Simona D'Alessio
Garanzia giovani Si apre il tavolo
Un invito a radunarsi attorno a un tavolo per aggredire (grazie all'imminente arrivo di risorse europee) il dramma della disoccupazione giovanile: è contenuto in una lettera, firmata dal ministro del welfare Enrico Giovannini, recapitata oggi alle associazioni imprenditoriali. Ad annunciarlo lo stesso titolare di via Veneto intervenendo al convegno dell'Alleanza delle cooperative sociali, a Roma, da cui lancia un messaggio: i fondi della Youth Guarantee sono un'opportunità soprattutto per l'inclusione dei Neet (senza impiego, né impegnati in percorsi di apprendimento), un «esercito» di circa 2,2 milioni di italiani fra i 15 e i 29 anni. In base al programma comunitario, ogni stato deve assicurare a un under25 un'offerta valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato, o tirocinio entro quattro mesi dall'inizio della disoccupazione, o dall'uscita dal sistema d'istruzione formale. Sul piatto una dotazione finanziaria rilevante: l'intera strategia vale 6 miliardi di euro, a partire dal 2014 per 6 anni (un miliardo ogni 12 mesi), destinati ad ogni nazione, ma quelle con un tasso di disoccupazione fra i giovani superiore al 25% (come la penisola) avranno accesso prioritario alle sovvenzioni. Il governo di Enrico Letta, che ha chiesto a Bruxelles di anticipare lo sblocco dei fondi alla fine del 2013, incasserà una quota di circa 500 milioni di euro, con l'intenzione di collocarli su diverse iniziative per favorire l'incontro fra domanda e offerta e formare le nuove generazioni; in particolare, si intende riformare i servizi per l'impiego pubblici, le cui competenze sono in mano alle province, ma sono ambite dalle regioni.

L'apertura del dialogo proposta da Giovannini alle organizzazioni datoriali appare fondamentale per individuare le giuste modalità per l'utilizzo delle risorse, poiché l'iniziativa Ue è all'opposto delle (tanto contestate) erogazioni di denaro «a pioggia»: si richiede, infatti, che la chance occupazionale proposta sia significativa anche «qualitativamente». E apra la strada a un reale inserimento nel mercato.

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