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Arredi, conta l'inizio dei lavori

del 20/09/2013
di: di Fabrizio G. Poggiani
Arredi, conta l'inizio dei lavori
Detrazione per l'acquisto di mobili e di elettrodomestici fruibile a partire dalle spese sostenute dal 6 giugno 2013, ma la data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere anteriore al pagamento degli arredi.

Questo uno dei chiarimenti forniti dall'Agenzia delle entrate con la circolare n. 29/E del 18 settembre (si veda ItaliaOggi di ieri) con la quale ha fornito precise indicazioni sulla corretta applicazione del bonus arredi, dopo l'intervento del dl 63/2013.

In effetti, il documento di prassi dedica molto spazio alla detrazione per l'acquisto dei mobili e dei grandi elettrodomestici collegati a un'operazione di ristrutturazione dell'edificio, allargando ampiamente il perimetro applicativo.

Preliminarmente, le Entrate sostengono che la detrazione è spettante anche per le spese sostenute prima dell'entrata in vigore della legge di conversione del dl 63/2013, confermando l'applicazione sulle spese sostenute nell'intervallo tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2013 (§ 3.4). Sul punto, però, l'Agenzia ha precisato che, essendo condizione per l'ottenimento del bonus che nell'unità sia in corso una ristrutturazione, peraltro anche in tal caso in senso molto ampio, è necessario che la data di inizio dei lavori sia anteriore rispetto a quella di sostenimento delle spese per mobili ed elettrodomestici, pur non essendo necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima rispetto a quelle dei mobili.

In pratica, si potrebbe verificare il caso in cui i lavori di ristrutturazione siano iniziati nei primi giorni di luglio 2013, il pagamento degli stessi sia avvenuto a fine agosto 2013, l'acquisto dei mobili sia avvenuto a giugno 2013, ma il pagamento di detti beni sia stato eseguito a fine luglio 2013. In tal caso, seguendo letteralmente il documento di prassi che parla di «sostenimento» (pagamento), l'agevolazione risulta ampiamente fruibile.

Con riferimento alla tipologia degli interventi di ristrutturazione, le Entrate indicano tutte le fattispecie possibili, richiamando tutte le lettere, dalla a) alla d), dell'art. 3, del dpr 380/2001, con la conseguenza che il bonus arredo è collegato a molti interventi, dalla manutenzione ordinaria a quelli necessari al risanamento dell'edificio.

Di conseguenza, per verificare la corretta applicazione della detrazione si dovrà tenere conto della data di inizio dei lavori come rilevabile dalle concessioni o dalle autorizzazioni ottenute ma, in mancanza di detti documenti, dalla data attestata dallo stesso contribuente sulla dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà richiesta dall'Agenzia delle entrate con apposito provvedimento (n. 149646/E/2011).

Il tetto di spese su cui calcolare la detrazione del 50% è stato fissato in 10 mila euro e la spalmatura del bonus deve avvenire, per tutti i contribuenti, a prescindere dall'età, in dieci anni, con la conseguenza che per ogni periodo d'imposta il beneficiario potrà detrarre un massimo di 500 euro.

In secondo luogo, la circolare precisa che possono essere agevolati, a titolo meramente esemplificativo, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone e credenze, con esclusione delle porte, del parquet, delle tende e di altri complementi da arredo, purché nuovi e ancorché collocati in un vano diverso da quello oggetto della ristrutturazione.

Peraltro, si parla anche di arredi destinati alle parti condominiali come le portinerie, gli appartamenti del portiere, i lavatoi condominiali e le sale destinate alle riunioni condominiali, purché si sia in presenza, anche in questo caso, di interventi di ristrutturazione, con la conseguenza però che in presenza di lavori condominiali il singolo condomino non può duplicare il bonus se destinatario pro quota della detrazione sulle parti a comune.

Posto che per fruire della detrazione per il recupero del patrimonio edilizio è necessario eseguire i pagamenti con modalità tracciabili (bonifici bancari e postali) mentre non è più necessario, a partire dal 2011, eseguire la comunicazione al Centro operativo di Pescara e indicare il costo della manodopera in fattura, l'Agenzia delle entrate, «per esigenze legate alla semplificazione legate alla tipologia dei beni» ammette che il pagamento degli arredi possa avvenire anche con utilizzo di carte di credito e di debito, ma non in contanti o con assegni bancari.

Naturalmente, ai fini della verifica della data di sostenimento della spesa la stessa Agenzia precisa che vale la data di pagamento rilevabile dalla ricevuta telematica di avvenuta transazione e non quella del giorno di addebito sul conto corrente.

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