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Tfr, agli errori pensa l'Inps

del 18/03/2010
di: di Gigi Leonardi
Tfr, agli errori pensa l'Inps
Nessun problema per le aziende che hanno erroneamente effettuato versamenti di quote di Tfr al FondInps anziché al Fondo Tesoro e che si sono viste notificare irregolarità. Sarà lo stesso Istituto di previdenza a sistemare le relative partite. Lo ribadisce una nota interna dell'Inps (messaggio 7596/2010) dove vengono indicate le istruzioni da seguire da parte degli uffici periferici per la corretta attribuzione delle somme.

Due diverse funzioni. Per comprendere di cosa parliamo, è bene anzitutto precisare le diverse funzioni dei due fondi in argomento. La riforma della previdenza complementare entrata in vigore il 1° gennaio 2007 (dlgs n. 252/2005) prevede due modalità di adesione: esplicita o tacita. Nel primo caso, il lavoratore decide se e a quale fondo pensione intende aderire e destinare parte della retribuzione (sotto forma di contributo) e il Tfr maturando. Con la modalità tacita, invece, il lavoratore lascia operare la regola del silenzio-assenso, in virtù della quale egli è comunque iscritto alla previdenza integrativa, ma la scelta del fondo cui sarà destinato il suo Tfr è operata dal datore di lavoro sulla base dei principi fissati dalla legge. In particolare, qualora il lavoratore risulti silente al termine dei sei mesi che ha a disposizione per effettuare una scelta (esplicita), il suo Tfr maturato dal settimo mese in poi è versato a cura del datore di lavoro:

a) alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi, anche territoriali, salvo che non sia intervenuto un diverso accordo aziendale che preveda la destinazione del Tfr a una forma pensionistica diversa;

b) alla forma pensionistica alla quale abbia aderito il maggior numero dei lavoratori dell'azienda, se sono presenti più forme pensionistiche (tra quelle indicate al punto precedente) e non c'è un diverso accordo aziendale;

c) a FondInps, qualora non sia possibile applicare nessuna delle precedenti procedure.

L'istituzione del «Fondo per l'erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all'articolo 2120 del codice civile» (così si chiama il Fondo Tesoro), che viene gestito dall'Inps per conto dello Stato su apposito conto corrente aperto presso la Tesoreria, lo si deve invece all'art. 1, commi 755 e seguenti, della Finanziaria 2007 (legge n. 296/2006). Il fondo, in poche parole, deve garantire l'erogazione delle quote di Tfr maturate dal 1° gennaio 2007 in poi da parte di quei dipendenti, appartenenti ad aziende con più di 49 addetti, che dichiarano di voler mantenere la propria liquidazione presso il datore di lavoro. Il versamento del contributo al fondo di Tesoreria deve essere effettuato mensilmente con le modalità e i termini previsti per il versamento della contribuzione previdenziale obbligatoria e ai fini dell'accertamento e della riscossione dello stesso trovano applicazione le disposizioni vigenti in materia di contribuzione previdenziale obbligatoria. I versamenti sono dunque equiparati in tutto e per tutto ai contributi obbligatori.

Errati versamenti. Nella fase di avvio della riscossione della contribuzione dovuta a FondInps si sono verificati errori nei versamenti effettuati dai datori di lavoro al citato Fondo. Si tratta, per lo più, di casi riguardanti pagamenti di importi riferiti a quote di Tfr di competenza del Fondo di Tesoreria. Malgrado le iniziative di sensibilizzazione poste in essere a più livelli di comunicazione nei riguardi di aziende e intermediari, si legge nella nota dell'Istituto, continuano a protrarsi tali situazioni, che generano denunce contributive parzialmente insolute con conseguenti inadempienze a carico delle aziende. Il messaggio indirizzato alle sedi periferiche si conclude con le indicazioni tecniche tese alla risoluzione delle varie situazioni.

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