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Studi, cause d'esclusione ampie

del 20/09/2013
di: di Andrea Bongi
Studi, cause d'esclusione ampie
Allargate le cause di esclusione dall'applicazione degli studi di settore. Costituiscono infatti periodi di non normale svolgimento dell'attività d'impresa, con la conseguente possibilità di invocare la relativa causa di esclusione dallo studio di settore, sia l'ostacolo all'attività rappresentato dagli eventi sismici del 2012 sia la cessazione dell'attività prevalente in corso d'anno con continuazione della o delle attività secondarie. L'ampliamento delle fattispecie che giustificano l'esclusione dall'applicazione degli studi di settore è stata ufficializzato ieri dall'Agenzia delle entrate all'interno della circolare n. 30 interamente dedicata a risposte a quesiti.

Eventi sismici 2012. Niente studi di settore dunque per le attività d'impresa e di lavoro autonomo che sono state danneggiate o ostacolate dagli eventi sismici verificatesi nel corso dell'anno 2012 e che hanno interessato varie province italiane. In queste situazioni l'esclusione deve essere ricondotta al fatto che tali eventi e i danni diretti o indiretti dagli stessi causati all'attività, costituiscono un non normale periodo di svolgimento dell'attività. Seppure nella circolare di ieri si faccia espresso riferimento agli eventi sismici occorsi durante l'anno 2012 è abbastanza chiaro che le conclusioni alle quali giunge l'Agenzia delle entrate saranno valide ed estensibili anche in concomitanza di altri eventi calamitosi futuri rappresentando quindi una sorta di parametro di riferimento. Dunque, ricapitolando, niente studi di settore per tutte quelle attività d'impresa o di lavoro autonomo per le quali il 2012 può considerarsi un periodo di non normale svolgimento dell'attività per le seguenti circostanze: danni ai locali che li hanno resi totalmente o parzialmente inagibili; danni rilevanti alle scorte di magazzino con conseguente sospensione del ciclo di produzione; impossibilità di accedere ai locali perché all'interno di aree di divieto assoluto di accesso. Tutte circostanze che ovviamente dovranno essere eventualmente provate dal contribuente sulla base di perizie, controlli della protezione civile ecc. Ma allo stesso modo potranno invocare il non normale periodo di svolgimento dell'attività anche quei contribuenti che, pur non essendo ubicati nelle aree colpite dagli eventi calamitosi, hanno comunque subito una significativa riduzione o una sospensione dell'attività perché aventi come unico o principale cliente un soggetto ubicato nelle aree colpite dal sisma che è risultato pesantemente danneggiato dallo stesso.

Cessazione in corso d'anno dell'attività prevalente. Anche la cessazione in corso d'anno dell'attività d'impresa prevalente soggetta agli studi di settore costituisce una nuova e specifica causa di esclusione. In questa specifica circostanza, precisa la circolare n. 30/e diffusa ieri, si verifica una ipotesi di non normale svolgimento dell'attività che ai sensi del comma 4 dell'articolo 10 della legge n.146 del 1998 prevede la non applicazione dello studio di settore. I contribuenti interessati, ricorda la circolare, dovranno comunque compilare il modello dati rilevanti ai fini dello studio di settore relativo all'attività per la quale sono stati conseguiti i maggiori ricavi o compensi. In queste situazioni sarà inoltre opportuno che il contribuente indichi nel quadro «Note aggiuntive» dello studio di settore la particolare situazione verificatasi nel corso dell'esercizio al fine di ricondurre la stessa alla specifica causa di esclusione.

Ex minimi e congiuntura economica. La circolare conferma tutte le difficoltà che i contribuenti ex minimi troveranno nell'accedere ai quadri di Gerico relativi alla sterilizzazione dei ricavi per effetto della congiuntura economica. In particolare per la compilazione dell'apposito quadro T vengono richieste informazioni contabili relative agli anni precedenti che i soggetti in regime dei minimi fino al 2011 potrebbero avere assoluta difficoltà a reperire proprio per le peculiarità contabili di tale regime ad imposta sostitutiva. In questi casi le possibili soluzioni sono soltanto due: riconciliare i dati contabili del regime dei minimi per ricavare quelli necessari alla compilazione del quadro T (esempio rimanenze iniziali e finali) oppure rinunciare all'accesso ai correttivi anticrisi. In ogni caso la circolare raccomanda ai contribuenti in esame di segnalare tali circostanze nell'apposita sezione del modello studi relativa alle annotazioni.

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