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Carta di debito contro la povertà

del 19/09/2013
di: di Simona D'Alessio
Carta di debito contro la povertà
Strategia di contrasto alla povertà e, nel contempo, di inserimento sociale e lavorativo: all'Inps spetterebbe il compito di erogare l'aiuto (anche attraverso una «carta di debito»), mentre la «regia» dell'operazione sarebbe assegnata ai comuni che, a loro volta, si avvarrebbero della collaborazione di Centri per l'impiego, istituzioni scolastiche e Asl. Si chiama Sia, Sostegno di inclusione sociale, la misura messa a punto da un gruppo di lavoro istituito dal ministero del welfare con l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita di una platea (sempre più ampia) costretta ai margini dalla crisi: sulla base degli ultimi dati Istat riferiti al 2012, infatti, in Italia sono quasi 5 milioni le persone in situazione di indigenza assoluta, 9,5 milioni quelle in povertà relativa. Il progetto, riferisce il titolare del dicastero di via Veneto Enrico Giovannini, nel corso di una conferenza al senato, comporterà un costo di 7-8 miliardi, che potrebbero però ridursi, in presenza di una ripresa della crescita economica. Il primo veicolo legislativo su cui far partire il piano, anticipa, potrebbe essere l'imminente legge di stabilità, in cui «valuteremo se, e come inserirlo» nelle prossime settimane, però adesso «lo poniamo all'attenzione delle Camere e del dibattito pubblico». Punto di riferimento del Sia è il reddito familiare complessivo, poiché l'ammontare da erogare ai beneficiari sarebbe dato dalla differenza (o da una quota della differenza stessa) tra la soglia di povertà che si fissa e le entrate di cui la famiglia dispone, al fine di consentire ad ognuno «l'acquisto di un paniere di beni e servizi ritenuto decoroso, sulla base degli stili di vita prevalenti».

«Strumentale alla realizzazione dell'iniziativa», dichiara Giovannini a ItaliaOggi, «è il completamento della riforma dell'Isee (Indicatore della situazione economica equivalente). Siamo in dirittura d'arrivo, abbiamo i pareri delle commissioni parlamentari, perciò», prosegue il ministro, «spero veramente sia questione di pochi giorni, o di qualche settimana». Il testo, che prevede, fra l'altro, la riduzione delle autocertificazioni dei dati fiscali e delle prestazioni Inps è stato licenziato tre mesi fa dalla Conferenza Stato-Regioni (si veda ItaliaOggi del 14/06/2013).

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