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Via libera dal Consiglio d'Europa alla fatturazione elettronica dell'Iva

del 18/03/2010
di: Gabriele Frontoni
Via libera dal Consiglio d'Europa alla fatturazione elettronica dell'Iva
Via libera del Consiglio d'Europa alla fatturazione elettronica dell'Iva. Per snellire gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese restituendo al sistema una maggiore competitività, i ministri delle Finanze dell'Ue hanno approvato una proposta di direttiva che equipara la fatturazione elettronica a quella cartacea. Manovra che dovrebbe tradursi in un risparmio di ben 18 miliardi di euro annui per il sistema economico comunitario. La nuova proposta, che dovrà passare adesso all'esame del Parlamento di Strasburgo, prevede che le autorità fiscali dei Paesi membri non facciano più alcuna distinzione tra fattura cartacea e fattura elettronica. Modelli entrambi validi, destinati a convivere in maniera pacifica negli anni a venire. Allo stesso tempo, i governi dell'Unione dovranno eliminare tutti gli ostacoli che si frappongono alla piena attuazione della conversione del sistema in digitale. In particolare, secondo l'Ecofin, i Paesi membri saranno tenuti ad armonizzate le norme in materia di archiviazione di informazioni e i periodi di registrazione. Oltre a mettere in campo sforzi ulteriori per contrastare il proliferare delle frodi Iva. Tra queste figurano nuove norme in materia di detrazione dell'imposta sul valore aggiunto, che sarà resa più severa per consentire lo scambio rapido di informazioni sulle cessioni di beni e servizi all'interno della Ue. «Dal momento che le imprese che operano cross-border dovranno riferire le loro operazioni nel mese di fornitura», si legge nel documento approvato dall'Ecofin, «gli autori delle frodi carosello non saranno in grado di abusare della possibilità di inserire una fattura in un periodo successivo a quello di riferimento». L'importanza crescente delle politiche fiscali adottate in chiave europea ha mostrato i propri effetti anche a livello dell'Ecofin. I ministri delle finanze Ue hanno infatti adottato una direttiva che mira a rafforzare la cooperazione tra gli Stati nella lotta all'evasione garantendo mutua assistenza nel processo di recupero delle imposte sfuggite alle maglie del Fisco. «Le disposizioni nazionali in materia di recupero d'imposta sono di portata limitata al territorio nazionale», hanno avvertito dall'Ecofin. «I truffatori hanno approfittato di questo per organizzare insolvenze pilotate all'interno dei Paesi membri in cui hanno forti debiti. Di qui la necessità sempre crescente per gli Stati europei di richiedere l'assistenza amministrativa degli altri Paesi per recuperare l'evasione fiscale». Ma le disposizioni esistenti hanno consentito di recuperare solo una piccola percentuale di questi debiti. In questo senso, la proposta di direttiva approvata dai ministri europei si prefigge il compito ambizioso di fornire un migliore sistema di assistenza fiscale internazionale tra Paesi, definendo regole di più facile applicazione anche sul fronte delle informazioni detenute da banche e istituzioni finanziarie. E in un'ottica di semplificazione del sistema, la proposta dell'Ecofin prevede condizioni più flessibili anche per la richiesta di assistenza fiscale tra Paesi. In futuro, i dati sensibili per stanare gli evasori del Fisco, potrebbero essere scambiati in maniera del tutto spontanea tra le amministrazioni fiscali dell'Unione europea.

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