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Manager p.a., stipendi con tetto a 294 mila euro

del 19/09/2013
di: La Redazione
Manager p.a., stipendi con tetto a 294 mila euro
Gli stipendi dei manager pubblici non potranno superare i 294 mila euro. In particolare il limite sarà applicato agli amministratori con deleghe di Anas, Rai e Ferrovie, mentre per le altre 18 società controllate dal ministero dell'economia si fissano compensi all'80% o al 50% del trattamento economico del primo presidente della Cassazione. Infatti, le società controllate dal ministero dell'economia e delle finanze sono state classificate in tre fasce, tenendo conto di «indicatori dimensionali quantitativi, volti a valutare la complessità organizzativa e gestionale e le dimensioni economiche delle stesse società».

Sono queste le misure contenute nello schema di decreto del Mef trasmesso alla camera il 10 settembre scorso e ora all'esame della commissione bilancio, che dovrà rendere il parere entro il 30 settembre.

Gli indicatori individuati sono: valore della produzione (maggiore o uguale a 1 miliardo, a 100 milioni o minore di 100 milioni); investimenti (maggiori o uguali a 500 milioni, maggiori o uguali a 1 milione, inferiore a 1 milione); numero dei dipendenti (maggiore o uguale a 5.000, a 500 o meno di 500). Gli stipendi per i manager saranno determinati dai consigli di amministrazione, rispettando i tetti stabiliti dal decreto, che si applicheranno «all'importo complessivo degli emolumenti da corrispondere, comprensivi della parte variabile ove prevista» per i compensi spettanti «all'amministratore delegato, ovvero al presidente, qualora lo stesso sia l'unico componente del consiglio di amministrazione al quale siano state attribuite deleghe».

Considerando le simulazioni effettuate dal dipartimento del tesoro, sia elaborando i dati di valore della produzione e di numero dipendenti riferito dell'ultimo esercizio, sia elaborando gli stessi nella media del triennio, come suggerito nel parere del Consiglio di stato, risulta che le 18 società controllate dal Mef non ricomprese nella fascia 1, risultano equamente ripartite nelle altre due fasce: nella fascia 2 ricadono 10 società e nella fascia 3 le restanti 8. In dettaglio, alla prima fascia (ossia, tra gli altri indicatori, un valore della produzione maggiore o uguale a 1 miliardo), stando alla simulazione allegata al provvedimento sulla base dei dati del triennio 2009-2011 appartengono solo Anas, Ferrovie dello stato e Rai. Di conseguenza per i manager di queste società il tetto è fissato al 100% del trattamento economico del primo presidente di Cassazione (293.658,95 euro lordi nel 2011).

In seconda fascia, ci sono Invitalia, Coni servizi, Consap, Consip, Enav, Eur, Gse, Ipzs, Sogei e Sogin, con tetto fissato all'80% del compenso di riferimento. In terza fascia le restanti otto società controllate dal ministero dell'economia (Arcus, Cinecittà Luce, Italia lavoro, Ram, Sicot, Mefop, Sogesid e Studiare sviluppo), ai cui manager andrà il 50% del trattamento economico del primo presidente di Cassazione.

Lo schema del dm è stato predisposto dal Mef in attuazione al dl 201/2011 (convertito nella legge 214/2011), noto come il decreto Salva-Italia del governo Monti che prevedeva, appunto, che la tripla classificazione per le controllate del Mef avvenisse con un successivo decreto.

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