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Bonus arredi a maglie larghe

del 19/09/2013
di: di Fabrizio G. Poggiani
Bonus arredi a maglie larghe
Bonus arredi allargato. La detrazione fino a 10 mila euro spetta anche per gli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici destinati alle parti in comune del condominio (come l'appartamento del custode) o all'arredo di ambienti diversi rispetto a quelli ristrutturati. Possibile dunque ristrutturare un ambiente e comprare i mobili per un altro. Via libera inoltre ai pagamenti con carte di credito o di debito.

Così l'Agenzia delle entrate che, con la circolare 29/E di ieri, ha fornito precisazioni in tema di detrazioni per il risparmio energetico, per le ristrutturazioni edilizie e per gli acquisti di arredi, dopo l'intervento del dl n. 63/2013, convertito nella legge n. 90/2013.

Risparmio energetico. Con riferimento alla riqualificazione energetica degli immobili, la circolare precisa che la proroga al 31 dicembre prossimo riguarda anche gli interventi relativi alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia e degli scaldacqua tradizionali con quelli a pompa di calore, per effetto della soppressione operata dalla legge n. 90/2013; detti interventi sono agevolabili sino dal 6 giugno 2013, data di entrata in vigore del decreto, e non a partire dal 4 agosto 2013, data di entrata in vigore della legge di conversione, tenendo conto della nuova aliquota del 65%.

Con riferimento alla corretta imputazione, le Entrate ricordano che per la detrazione conta il sostenimento delle spese che, per le persone fisiche, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali tiene conto del «criterio di cassa» (pagamento), mentre per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali fa riferimento al «principio di competenza» (periodo d'imposta).

Pertanto, per un intervento iniziato a maggio 2013 eseguito da una persona fisica «non imprenditore» con pagamenti effettuati a maggio, luglio e settembre, l'aliquota del 55% deve essere applicata sui pagamenti eseguiti in maggio mentre l'aliquota del 65% sui pagamenti eseguiti a luglio e settembre. L'applicazione della maggiore aliquota comporta, di fatto, la riduzione dei limiti massimi di spesa agevolabile, stante la previsione di un limite di importo detraibile fissato a monte.

Con riferimento agli interventi eseguiti sulle parti a comune, per le quali si deve far riferimento all'art. 1117 c.c., restano ferme le tipologie e l'aliquota del 65%, ma è disposto un allungamento della durata (30/06/2014), in dipendenza del maggior tempo necessario alla progettazione e all'ottenimento delle autorizzazioni.

Ristrutturazioni. Per questa tipologia di intervento si fa riferimento all'art. 16-bis, dpr 917/86 (Tuir), che ha messo a regime la detrazione, tenendo conto dell'innalzamento della percentuale (dal 36% al 50%) su un ammontare raddoppiato (da 48 mila a 96 mila) fino al 31 dicembre 2013.

Tra gli interventi con aliquota al 65% vi sono quelli riferiti alle opere antisismiche che, per essere agevolati, devono tenere conto della localizzazione territoriale e del tipo di utilizzo, a prescindere dalla categoria catastale assegnata.

Gli edifici devono essere collocati, infatti, nelle zone ad alta pericolosità (codici 1 e 2 – allegato A ordinanza del Presidente del consiglio dei ministri n. 3274/2003) e devono essere adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive.

Inoltre, nel caso in cui in un unico edificio siano inserite unità destinate ad abitazione principale, unità destinate ad attività produttive e altre abitazioni residenziali, l'aliquota maggiorata (65%) può essere fruita soltanto dalle prime due tipologie.

Come nel caso della precedente agevolazione si rende necessario che la spesa sia «tracciabile» ovvero i pagamenti siano eseguiti a mezzo bonifico bancario o postale, tenendo conto del decreto interministeriale 18/02/1998 n. 41 e del provvedimento direttoriale dell'Agenzia delle entrate del 2 novembre 2011; la detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

Arredi. La detrazione deve essere determinata su un ammontare non superiore a 10 mila euro per singola unità, deve essere anch'essa spalmata in dieci annualità e, soprattutto, deve essere collegata a un intervento di recupero del patrimonio edilizio, comprendendo tra di essi anche la manutenzione straordinaria, il restauro e il risanamento delle abitazioni.

Il bonus è fruibile anche per i beni acquistati nell'ambito degli interventi eseguiti nelle parti a comune, di cui all'art. 1117 c.c., finalizzati all'arredo, per esempio, dell'appartamento del portiere, alla sala adibita alle riunioni condominiali, ai lavatoi e alle guardiole; in tal caso, però, non è possibile duplicare la detrazione da parte del condomino che fruisce pro-quota della detrazione.

Le spese sono agevolabili anche se sostenute prima di quelle necessarie alla ristrutturazione dell'immobile, a condizione però che i lavori di ristrutturazione siano già avviati e si riferiscono all'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici (classe energetica non inferiore alla A+ - allegato 1B dlgs. n. 151/2005).

Con riferimento agli elettrodomestici, la legge di conversione rende applicabile il bonus a quelli acquistati nell'intervallo tra il 6/06/2013 e 31/12/2013, se rispettata la stretta connessione tra la detrazione e gli interventi di ristrutturazione.

Il bonus spetta per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi, anche se gli stessi risultano destinati all'arredo di un ambiente diverso rispetto a quello dove l'intervento è stato eseguito (per esempio, camera da letto e sistemazione dei balconi) e anche se il pagamento avviene con utilizzo di carte di credito o debito.

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