Consulenza o Preventivo Gratuito

Pensioni fino a 6 volte il minimo, salva la perequazione

del 18/09/2013
di: Simona D'Alessio
Pensioni fino a 6 volte il minimo, salva la perequazione
In salvo l'assegno previdenziale inferiore a 6 volte il minimo (pari a circa 3 mila euro mensili), nel 2014: non sarà fermato il recupero del tasso d'inflazione. A garantirlo il ministro del welfare Enrico Giovannini, intervenuto a un incontro promosso dalla Fiom-Cgil a Roma, spiegando che «nel momento in cui in Francia si pongono il problema di utilizzare la mancata indicizzazione per le fasce più alte per un'operazione di redistribuzione, e la Corte costituzionale ci dice che non possiamo bloccare l'indicizzazione per sempre, il mio impegno», annuncia, è di «non andar sotto quello che è già programmato e non userò» tale meccanismo per «fare cassa come in passato». Il Parlamento, dichiara in risposta alle preoccupazioni sull'ipotesi di proroga dello stop espresse dal sindacato, ha fissato per il prossimo anno il livello fino a sei volte il minimo al di sotto del quale c'è l'indicizzazione e «io non ho intenzione di intervenire sotto quei livelli».

Quanto, poi, alle cosiddette «pensioni d'oro» (quelle, cioè, superiori ai 20 mila euro al mese) il numero uno di via Veneto afferma che sebbene a percepirle siano «poche persone» correggere questa distorsione è un elemento di giustizia sociale, su cui si stanno studiando delle soluzioni. Nella stessa ottica s'inquadra la proposta governativa sul reddito di inclusione, che sarà illustrata oggi a palazzo Madama, poiché «con il decreto Salva-Italia (legge 214/2011) abbiamo cancellato le pensioni di anzianità che, per anni, le imprese hanno usato per scaricare sullo stato i loro problemi». E, così, evidenzia, «si è creato un buco non solo di esodati, ma anche di poveri, per i quali abbiamo solo stiracchiato gli ammortizzatori sociali a nostra disposizione».

Quanto al dialogo fra parti sociali sulle deroghe ai contratti a tempo determinato e di apprendistato per renderli «flessibili» in occasione dell'Expo 2015 (si veda ItaliaOggi del 6/09/2013), che vede sindacati e imprese su fronti contrapposti, Giovannini spera in un accordo, in vista del faccia a faccia al ministero venerdì 20 settembre.

vota