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Avicoli, il terreno li rende agricoli

del 17/09/2013
di: di Marilisa Bombi
Avicoli, il terreno li rende agricoli
Perché un allevamento possa essere considerato attività agricola ci deve essere una connessione tra il fondo e l'allevamento. Lo ha stabilito il Consiglio di stato, Sezione V, con la sentenza 4409 del 4 settembre scorso, nel decidere sull'appello di un comune che si era visto annullare i propri atti per la costruzione di un capannone per l'allevamento avicolo. Secondo il giudice d'appello, il Tar ha errato nel sovrapporre la disciplina relativa all'industria insalubre ai sensi dell'art. 216 rd n. 1265/1934, l'elenco contenuto nel dm 5 settembre 1994 e l'industria nociva disciplinata dal Prg. Perché l'art. 216 impone solo che le industrie insalubri della I classe, vale a dire quelle produttive di «vapori, gas o altre esalazioni insalubri» pericolose per la salute umana, siano «isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni». Ma tale prescrizione non indica distanze minime, consentendo quindi deroghe, se viene dimostrato che l'attività non reca pregiudizi alla salute del vicinato. La questione cambia, tuttavia, ha precisato la Sezione, se viene preso in considerazione l'allevamento in sé, ovvero se in zona agricola possono essere situati anche allevamenti industriali. A tale proposito, la legislazione marchigiana, nel disciplinare la realizzazione di allevamenti, ha chiarito che sono considerati zootecnici di tipo industriale quelli la cui consistenza supera il rapporto peso-superficie stabilito dalla legge 319/76, sugli scarichi nelle acque (ora abrogata).

In sostanza, non solo il fondo deve avere dimensioni tali da garantire l'assorbimento delle deiezioni degli animali allevati, ma il rilascio delle concessioni edilizie per gli allevamenti è strettamente connesso al fatto che «le costruzioni stesse siano in funzione dell'attività agricola dell'imprenditore». Gli insediamenti non rispettosi di tali caratteristiche sono da considerarsi come «allevamenti industriali» per i quali occorre una individuazione di zone specifiche, al pari delle industrie nocive.

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