Rottamazione in vista per il «superbollo». Ad annunciare l'intenzione di cancellare l'addizionale alla tassa automobilistica (introdotta dal governo Monti, con la legge 214/2011) è stato il viceministro dell'economia Luigi Casero, convinto che così si darà slancio al comparto della produzione e vendita di vetture su strada, per cui «è fondamentale un'azione di sostegno». Nel corso di un convegno ieri a Milano, ha sostenuto che «è stato sbagliato metterlo, e costa pochissimo toglierlo»: in caso di eliminazione, cadrà l'obbligo di dover versare i 20 euro per ogni kW superiore i 185 per le vetture fino a cinque anni di età, mentre per quelle più «anziane» è in vigore un meccanismo che, per definire l'entità aggiuntiva da pagare, tiene conto dell'età della vettura. Per Casero «non ci deve essere uno scontro tra lo sviluppo dell'ecologia e lo sviluppo del settore auto». Quel che va evitato è il ricorso a «ecologismi estremi» che, ha concluso, «portano a un'eliminazione dell'uso dell'automobile». L'appello alla soppressione è stato lanciato anche dal presidente della Commissione finanze della camera, Daniele Capezzone, durante l'incontro avvenuto a Milano, avente a oggetto l'evoluzione della mobilità sostenibile in Italia, organizzato da Amoer (Associazione per una mobilità equa e responsabile). Durante l'incontro è emersa la necessità di diffondere la cultura dell'auto elettrica che, in Italia, non sta dando i risultati sperati a causa, soprattutto, della mancanza di infrastrutture adeguate. «Nel 2012, in Francia, sono state immatricolate 6.067 auto a batteria, in Norvegia 3.883, in Germania 1.294, mentre in Italia solo 524 di cui l'80% acquistate da società di noleggio», ha spiegato il presidente di Amoer (Associazione per una mobilità equa e responsabile) Pierluigi Bonora.