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Occupazione, il 2013 chiuderà ancora in flessione

del 14/09/2013
di: La Redazione
Occupazione, il 2013 chiuderà ancora in flessione
Nell'ultimo trimestre del 2013 solo il 5% dei datori di lavoro prevede nuove assunzioni, mentre il 72% di loro manterrà invariati gli organici e un altro 22% annuncia una riduzione degli addetti. La previsione netta sull'occupazione in Italia, infatti, si attesta a quota -13%. A dirlo è Manpower che ha intervistato un campione rappresentativo di imprenditori. Il Sud e le Isole saranno le zone maggiormente penalizzate. Le prospettive di assunzione più deboli sono quelle relative al settore trasporti e comunicazioni, in cui la previsione netta sull'occupazione si attesta a -22%. D'altra parte, i datori di lavoro del settore elettricità, gas ed acqua prevedono un aumento dell'occupazione pari al 2%. Dal confronto con il trimestre precedente, i programmi di assunzione migliorano in 6 settori su 10. Il miglioramento più degno di nota, di 6 punti percentuali, viene riportato dai datori di lavoro del settore Finanziario, Assicurativo, Immobiliare e dei Servizi alle Imprese , mentre incrementi di 4 e 3 punti percentuali sono riportati rispettivamente nel settore elettricità, gas e acqua e in quello delle costruzioni. Rispetto allo scorso anno, i datori di lavoro riportano una propensione ad assumere più debole in 6 settori su 10. I migliori programmi di assunzione sono registrati per Elettricità, Gas e Acqua per il quale la previsione risulta migliorata di 14 punti percentuali. Per Stefano Scabbio, presidente e amministratore delegato di ManpowerGroup Italia e Iberia, «questi risultati sono preoccupanti considerato il tasso di disoccupazione -12,1% e in particolare la disoccupazione giovanile (15-24 anni) che è ormai al 39,5%. Il governo italiano ha finalmente fatto un primo passo positivo. Nei primi giorni di agosto ha approvato un nuovo piano per il lavoro che semplifica l'apprendistato e introduce maggiore flessibilità e sussidi per fornire professionalità ai giovani in accordo con la domanda del lavoro. Le imprese sono molto preoccupate per la ripresa delle attività nei rimanenti mesi dell'anno», sottolinea Scabbio. «Gli ordini sono in leggero aumento ma è poco incoraggiante il quadro generale del paese: non ci sono segnali di un serio progetto sulla crescita che permetta di rilanciare il paese. Inoltre, il nostro ritardo sui servizi all'impiego rischia di sprecare il capitale umano di talento pertanto sarebbe auspicabile un intervento immediato per innovare i servizi per l'impiego con un maggiore coordinamento tra pubblico e privato», aggiunge.
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