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Conti in regola ma senza l'Imu

del 14/09/2013
di: di Matteo Barbero
Conti in regola ma senza l'Imu
I comuni che per far quadrare i conti hanno alzato (o prevedono di alzare) l'Imu su abitazioni principali, case popolari, terreni agricoli e fabbricati rurali rischiano di dover cercare nuove fonti di finanziamento, ovvero di tagliare la spesa. Al momento, infatti, l'orientamento del Governo sembra essere quello di quantificare i rimborsi per il mancato gettito derivante dai provvedimenti già adottati (ossia l'abolizione dell'acconto disposta dal dl 102/2013) e di quelli futuri (cioè la cancellazione anche del saldo, che dovrebbe essere prevista dalla prossima legge di stabilità) sulla base degli incassi realizzati lo scorso anno. Ciò, ovviamente, vanificherebbe gli aumenti decisi nel 2013, costringendo i sindaci o a ritoccare all'insù altre entrate o ad agire di forbici sulle uscite. Tanto per citare il caso di un comune di spessore, a Milano, che ha pareggiato il bilancio anche grazie agli aumenti dell'Imu, verrebbero a mancare circa 50 milioni di euro. Come anticipato da ItaliaOggi del 7 settembre, il riferimento al gettito 2012 per il calcolo dei trasferimenti compensativi a favore dei comuni è esplicito nella relazione di accompagnamento al dl 102, che ne ha quantificato l'importo in circa 2,4 miliardi (a copertura, per ora, solo del mancato introito della prima rata). Autorevoli esponenti dell'esecutivo, tuttavia, si sono espressi in senso contrario, garantendo che ai sindaci sarebbe stato riconosciuto anche lo sforzo fiscale esercitato nel 2013. Tale soluzione, tuttavia, è assai problematica dal punto di vista tecnico, poiché potrebbe generare comportamenti opportunistici: per massimizzare il rimborso, infatti, agli amministratori basterebbe aumentare fino al limite consentito il prelievo sui predetti immobili, senza conseguenze dirette in termini di consenso, giacché il conto lo pagherebbe lo Stato. Come minimo, quindi, sarebbe necessario limitarsi a coprire gli aumenti decisi prima dell'entrata in vigore del 102 o, per essere ancora più rigorosi, prima che il dl 54/2013 sospendesse il pagamento dell'acconto. Anche con tale accorgimento, peraltro, non mancherebbero le proteste, dato che lo stesso dl 102, prorogando il termine per l'approvazione del bilancio 2013 al 30 novembre, consente di incrementare i tributi locali fino a tale data. Com'è evidente, la questione va risolta nel più breve tempo possibile, anche perché entro il prossimo 30 settembre i comuni che hanno già varato il preventivo dovranno procedere alla verifica degli equilibri di bilancio. Per tale data, è anche indispensabile che si conoscano le cifre definitive relative al fondo di solidarietà comunale, ancora in attesa del riparto dopo i due acconti pagati, rispettivamente, a febbraio e la scorsa settimana (si veda ItaliaOggi del 6 settembre 2013).

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