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Equitalia, acque agitate sul piano industriale

del 14/09/2013
di: Valerio Stroppa
Equitalia, acque agitate sul piano industriale
Acque agitate in casa Equitalia. I sindacati hanno infatti espresso una «valutazione deludente» sul nuovo piano industriale 2013-2015, illustrato giovedì dai vertici della società che gestisce la riscossione. In una nota congiunta, le sigle (Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Cgil-Fisac, Snalec-Sinfub, Ugl credito, Uilca) affermano di temere ricadute negative sull'occupazione. Ipotesi, questa, smentita nel corso dell'incontro con le organizzazioni dall'a.d. del gruppo, Benedetto Mineo. La situazione in casa Equitalia, in ogni caso, non è delle più facili. Da una parte le norme del decreto Fare che hanno ammorbidito la riscossione (dilatando ulteriormente le rateazioni e mettendo paletti alle azioni esecutive), dall'altro la futura eliminazione dell'aggio che avrà conseguenze sul conto economico dell'azienda. Le sigle sindacali chiedono anche la disponibilità ad arrivare in tempi brevi alla definizione del premio aziendale e all'armonizzazione dei contratti integrativi. Sul punto la società ha preannunciato per la prossima settimana un incontro nel corso del quale verrà presentata una nuova proposta. Alla riunione ha preso parte anche Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle entrate e presidente di Equitalia. Sono state prospettate alcune misure, attualmente in fase di studio, che saranno portate sul tavolo del governo: sia per quanto riguarda la modifica del meccanismo di remunerazione del servizio (si passerà dall'aggio al rimborso dei costi), sia con riferimento all'attività di riscossione per conto dei comuni.

Befera, secondo quanto riportano i sindacati, «ha escluso l'esistenza di piani industriali segreti che prevedano la confluenza delle attuali società in un'unica realtà operativa o, comunque, in un assetto strutturale diverso dal presente».

Nonostante le varie rassicurazioni, anche alla luce delle recenti disposizioni di spending review dettate dal dl n. 101/2013, le organizzazioni sindacali vogliono chiarezza. «Siamo stanchi delle promesse in passato non mantenute dalla controparte», evidenzia la nota congiunta, «riteniamo la possibilità di incontro per la prossima settimana un importante momento di verifica rispetto a una concreta disponibilità dei vertici aziendali a risolvere positivamente la vertenza sindacale in atto, accogliendo le legittime aspettative dei lavoratori».

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