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Tasse a rate ai creditori p.a. con crediti certificati

del 14/09/2013
di: di Simona D'Alessio
Tasse a rate ai creditori p.a. con crediti certificati
Dilazione sul pagamento delle tasse per le imprese, ma soltanto se vantano «crediti certificati» nei confronti della pubblica amministrazione. Scatterà, poi, sul territorio nazionale il «censimento» delle pompe di benzina: quelle che risulteranno non in regola con le norme di sicurezza (se ne calcolano almeno 5 mila) dovranno chiudere i battenti, mentre le aziende che assumeranno un esperto per ampliare il proprio giro d'affari ai mercati esteri potranno usufruire di un credito d'imposta del 35% del costo sostenuto in un anno. Continuano a trapelare i contenuti del cosiddetto «decreto del Fare 2» del governo di Enrico Letta che, come anticipato ieri da ItaliaOggi, contiene importanti novità sul versante tributario e per lo sviluppo d'impresa. La bozza del provvedimento che circola in queste ore, infatti, lascia intendere che palazzo Chigi punta a un salto di qualità rispetto al precedente provvedimento (la legge 98/2013) che aveva, fra l'altro, posto dei limiti ai pignoramenti patrimoniali da parte di Equitalia e stabilito l'estensione degli interventi e delle agevolazioni previsti dal fondo di garanzia delle pmi ai professionisti iscritti agli ordini.

L'elemento di maggior rilievo, preannunciato dal ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, è che sarà concesso un po' di ossigeno alle imprese mediante una dilazione del versamento delle imposte, a patto di dimostrare di avere dei conti in sospeso con l'amministrazione pubblica, ossia dei crediti certificati. Nella scia di questa iniziativa, c'è anche un'altra norma per far salire, a partire dal 2014, da 700 mila euro a un milione la soglia di compensazione fra debiti e crediti fiscali; il limite, però, si legge nel testo, viene ulteriormente innalzato fino a 2 milioni per le società con bilanci certificati, e arriva a 4 milioni nel caso di società quotate in borsa.

Per favorire, poi, la crescita economica e sopperire alla crisi di liquidità del tessuto produttivo i canali di approvvigionamento di denaro per le imprese, soprattutto per quelle di piccole e medie dimensioni, diventeranno più «soft» sotto il profilo fiscale, poiché si va verso la cancellazione di alcune forme di tassazione legate all'accensione di mutui e garanzie di varia natura sui contratti di finanziamento a medio e lungo termine; e non è tutto, perché si prevede anche l'applicazione della ritenuta del 20% sugli interessi e sugli altri proventi corrisposti ai fondi mobiliari chiusi che «investono esclusivamente in titoli obbligazionari, e le cui quote sono detenute da investitori qualificati». E con i fondi strutturali Ue saranno coperti dei voucher a fondo perduto (di 10 mila euro) per la digitalizzazione aziendale, ossia per dotarsi di software, hardware o per ottenere la connessione a banda larga, o ultralarga. Converrà, inoltre, assumere una figura professionale «con almeno un anno di esperienza lavorativa nel campo del commercio internazionale», visto che si disporrà di un credito d'imposta del 35% delle spese annue affrontate per il suo mantenimento per un periodo non superiore a 36 mesi, anche non consecutivi.

Corposo, a seguire, il «pacchetto» di misure riguardanti l'energia e i carburanti. In arrivo l'anagrafe dei distributori di benzina, tenuti a comunicare i propri dati per dimostrare il rispetto delle norme di sicurezza delle pompe, altrimenti non potranno continuare l'attività; l'obiettivo che si prefigge la norma è di giungere in un paio d'anni a chiudere 5 mila impianti inefficienti, aumentando la concorrenza e azzerando le differenze di prezzo con gli altri paesi europei. Diventa fondamentale per comprare, vendere, o affittare un immobile possedere un attestato di prestazione energetica, pena la nullità del contratto. E, infine, la Sardegna potrà indire una gara per la realizzazione di una centrale a carbone pulito con stoccaggio di CO2 nel Sulcis: al vincitore verrà erogato un incentivo per 20 anni pari a 30 euro a MWh, i cui oneri saranno a carico del sistema elettrico «tramite prelievo in tariffa».

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