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Scommesse Promossa l'Italia

del 13/09/2013
di: di Nicola Tani
Scommesse Promossa l'Italia
La Corte di giustizia europea promuove la doppia autorizzazione – concessione e licenza di polizia – che lo Stato italiano richiede per raccogliere scommesse: è quanto stabilisce la sentenza (cause riunite C-660/11 e C-8/12) della III sezione, pubblicata ieri, relativa al titolare di un centro collegato al bookmaker austriaco Goldbet a cui la questura aveva negato la licenza perché privo della concessione statale. Dunque, niente deregulation nel betting e scommessa vinta per un mercato legale da 4 miliardi di euro di incassi e 180 milioni di introiti erariali. Per la Corte Ue le norme italiane che impongono alle società di gioco «l'obbligo di ottenere un'autorizzazione di polizia, in aggiunta a una concessione rilasciata dallo Stato» non sono in contrasto con i principi comunitari di libera concorrenza e libero stabilimento. Bocciati invece i bandi di gara dei Monopoli di Stato di qualche anno fa che avevano tentato di sanare l`esclusione ingiustificata di operatori esteri, prevedendo però distanze minime che hanno alla fine mantenuto le posizioni di privilegio delle agenzie storiche. La Corte sottolinea inoltre come le clausole di decadenza delle concessioni, nel caso in cui gli operatori gestiscano in contemporanea anche reti non autorizzate, debbano essere «formulate in modo chiaro, preciso e univoco». Secondo John Whittaker, coo di Stanleybet (bookmaker inglese schierato in giudizio con il Governo italiano), «si tratta di una sentenza lungimirante: gli accertamenti richiesti dalla Corte di giustizia Ue porteranno i giudici italiani a dimostrare che Goldbet non è mai stata discriminata dalla legge italiana». Infine, si legge ancora nella sentenza, non basta la licenza dello Stato in cui l`operatore è stabilito per poter esercitare l`attività di raccolta transfrontaliera: secondo i supremi giudici comunitari, è nel diritto degli Stati richiedere «un'autorizzazione rilasciata dalle proprie autorità» per poter offrire le attività di gioco. Goldbet sottolinea in una nota come «la questione sarà ora esaminata dai giudici nazionali, che si sono già pronunciati a nostro favore in oltre 150 casi».
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