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Omissioni Iva, reato retroattivo

del 13/09/2013
di: di Debora Alberici
Omissioni Iva, reato retroattivo
È retroattivo (quindi applicabile anche al 2005) e cumulabile con la sanzione amministrativa il reato di mancato versamento dell'Iva, per un ammontare superiore ai 50 mila euro, entro il termine per l'acconto relativo al periodo d'imposta successivo. Infatti, la norma introdotta con il dl 223/2006 dev'essere applicata anche per le omissioni precedenti la sua entrata in vigore.

Lo hanno stabilito le sezioni unite penali della Corte di cassazione che, con la sentenza n. 37424 del 12 settembre 2013, hanno risolto un contrasto di giurisprudenza.

Ma non è tutto. In questa motivazione il massimo consesso di Piazza Cavour precisa che il reato è punibile a titolo di dolo generico. È quindi sufficiente la presentazione della dichiarazione ai fini della punibilità penale. E ancora: la crisi di liquidità dell'azienda non è una scriminante del nuovo reato.

Insomma, per dirla con le parole dei giudici, «fra l'art. 10-ter dlgs 10 marzo 2000, n. 74, inserito dall'art. 35, comma 7, di. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, entrato in vigore il 4 luglio 2006 (il quale punisce con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa, entro il termine per il versamento dell'acconto relativo al periodo di imposta successivo, l'imposta sul valore aggiunto, dovuta in base alla dichiarazione annuale, per un ammontare superiore a 50 mila euro per ciascun periodo di imposta), e il comma 1 dell'art. 13 dlgs. 18 dicembre 1997, n. 471 (che assoggetta alla sanzione amministrativa pari al 30% di ogni importo non versato chiunque non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze periodiche, i versamenti dei debiti Iva), intercorre un rapporto non di specialità ma di progressione illecita, che comporta l'applicabilità congiunta delle due sanzioni». Inoltre, «l'art. 10-ter dlgs 10 marzo 2000, n. 74, inserito dall'art. 35, comma 7, dl. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, entrato in vigore il 4 luglio 2006 (il quale punisce con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa, entro il termine per il versamento dell'acconto relativo al periodo di imposta successivo, l'imposta sul valore aggiunto, dovuta in base alla dichiarazione annuale, per un ammontare superiore a 50 mila euro per ciascun periodo di imposta), è applicabile anche alle omissioni dei versamenti Iva relativi all'anno 2005, senza che ciò comporti violazione del principio di irretroattività della norma penale».

Anche la procura generale della Suprema corte aveva sollecitato lo stesso epilogo: la condanna dell'imprenditore che non ha goduto neppure della sospensione condizionale della pena.

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