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Due auto non sono sinonimo di utili extra

del 12/09/2013
di: Debora Alberici
Due auto non sono sinonimo di utili extra
L'acquisto di due automobili non fa scattare automaticamente la presunzione di distribuzione di utili extracontabili al socio, con la conseguenza che l'accertamento è nullo se basato esclusivamente su questa circostanza.

È quanto si evince dalla sentenza n. 20806 depositata ieri dalla Corte di cassazione.

La sezione tributaria ha quindi accolto il ricorso di una coppia, soci in una piccola azienda di famiglia, alla quale era stata contestata la distribuzione di utili extracontabili dato l'acquisto di due automobili, ingiustificato rispetto alla dichiarazione dei redditi.

Per gli Ermellini la sentenza d'appello è da rivedere, nonostante si sia applicato il principio sull'accertamento degli utili extracontabili che, ad avviso delle Cassazione, dev'essere circoscritto a indagini dettagliate. Sul punto in sentenza si legge che in tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di società di capitali a ristretta base partecipativa, è legittima la presunzione di attribuzione ai soci degli eventuali utili extracontabili accertati, rimanendo salva la facoltà del contribuente di offrire la prova del fatto che i maggiori ricavi non sono stati distribuiti, ma accantonati dalla società, ovvero da essa reinvestiti, non risultando tuttavia a tal fine sufficiente né la mera deduzione che l'esercizio sociale ufficiale si sia concluso con perdite contabili, né il definitivo accertamento di una perdita contabile, circostanza che non esclude che i ricavi contabilizzati, non risultando né accantonati né investiti, siano stati distribuiti ai soci. Questo principio, spiega ancora la Corte, è effettivamente sussistente nella più recente giurisprudenza di legittimità, «ma la sua declinazione decisoria impone il riscontro, conseguente a un accertamento sulle movimentazioni finanziarie ovvero gli atti giuridico-economici di una società ovvero dei suoi soci, che vi sia stata formazione di utili non contabilizzati, da tale circostanza scattando la citata presunzione distributiva e la correlata tassazione individuale pro quota».

Ora la causa è stata rinviata alla Ctr di Napoli dai Supremi giudici. La commissione dovrà quindi rivalutare la correttezza dell'accertamento sintetico.

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