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Costi in nero deducibili se fatturati

del 11/09/2013
di: Debora Alberici
Costi in nero deducibili se fatturati
Sono comunque deducibili i costi sostenuti in nero dall'imprenditore se fatturati. Infatti, se la spesa emerge da elementi certi non è rilevante la mancata annotazione in contabilità. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 37131 del 10 settembre 2013, ha accolto il ricorso di un contribuente condannato per evasione fiscale.

La difesa ha sostenuto nel suo ricorso che l'ammontare dell'imposta non pagata non raggiungeva la soglia di punibilità al netto dei costi in nero.

La tesi ha convinto la terza sezione penale che ha quindi annullato con rinvio la condanna spedendo gli atti alla Corte d'appello di Napoli per un nuovo esame della vicenda.

I giudici territoriali dovranno tener conto dell'interpretazione data dalla Cassazione all'articolo 109 del Tuir. In particolare ad avviso del Collegio di legittimità tale disposizione prevede che le spese e gli oneri specificamente afferenti i ricavi e gli altri proventi, che, pur non risultando imputati al conto economico, concorrono a formare il reddito, sono ammessi in deduzione se e nella misura in cui risultano da elementi certi e precisi. Il legislatore ha inteso, ad avviso della Corte, consentire la deduzione dei costi sostenuti al nero anche ove tali costi, come è ovvio, non risultino dalle scritture contabili, ma da altri elementi, a condizione che questi ultimi siano «certi e precisi». Per escludere l'applicabilità della disposizione in esame non è, perciò, sufficiente affermare che i costi riportati in deduzione non risultano dalle scritture contabili, perché, qualora si abbia contezza degli stessi, per esempio desumendone l'esistenza dalle fatture di acquisto di beni e servizi acquisite nel corso dell'accertamento ispettivo, è necessario procedere comunque alla loro valutazione, quanto meno al fine di evidenziare la mancanza del requisito della certezza e della precisione della documentazione dalla quale essi emergono.

In questo caso specifico, spiegano infine gli Ermellini, la certezza richiesta dalla norma ai fini del beneficio fiscale sui costi in nero non è esclusa per il solo fatto che il contribuente non ha mai fornito una benché minima ragionevole giustificazione della mancata annotazione in contabilità di queste spese.

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