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Presenze dei dipendenti, biometria al bando

del 11/09/2013
di: Antonio Ciccia
Presenze dei dipendenti, biometria al bando
Niente biometria per registrare la presenza dei dipendenti delle scuole.

È quanto deciso dal garante della privacy con il provvedimento n. 384 del 1° agosto 2013. Mancano i presupposti di indispensabilità. E i dirigenti scolastici, per combattere l'assenteismo, devono, comunque, controllare la presenza in servizio del personale Ata (amministrativo tecnico e ausiliario) durante tutto l'arco dell'orario. Un invasivo sistema di controlli biometrici, dunque, non darebbe garanzie assolute. In ogni caso il trattamento deve essere oggetto di una preventiva informativa al personale interessato e la scuola deve notificare il trattamento al garante (articolo 37 del codice della privacy).

Ma vediamo il contenuto del provvedimento.

In un liceo pugliese è stato installato un sistema di rilevazione di impronte digitali per attestare l'orario di entrata e di uscita del personale Ata, a seguito di una ipotesi di accordo con le rappresentanze sindacali.

Con una circolare l'istituto ha dato notizia ai lavoratori dell'avvenuto avvio del nuovo sistema.

La scuola ha fatto presente di avere pensato di sostituire il registro delle firme per combattere l'assenteismo, escludendo il tesserino magnetico, in quanto cedibile tra i dipendenti.

Nel caso specifico la scuola non ha provveduto a effettuare la notificazione del trattamento di dati biometrici previsto dall'articolo 37 del Codice della privacy (dlgs 196/2003), ritenendo dubbia la sussistenza dell'obbligo di notificazione posto che il sistema non conservava le immagini dell'impronta digitale.

Ai lavoratori Ata sono state rilevate le impronte, ma il sistema non è mai entrato a regime. Tuttavia la raccolta delle impronte costituisce di per sé trattamento di dati biometrici.

È trattamento di dati biometrici, infatti, anche il rilievo dattiloscopico, temporaneamente raccolto ai soli fini del completamento della fase di enrollment, per il successivo utilizzo.

Il garante esaminata la situazione ha ritenuto illegittimo il trattamento dei dati biometrici. La legittimità potrebbe esserci se occorresse presidiare l'accesso ad «aree sensibili» in considerazione della natura delle attività svolte. Ma nel caso della rilevazione di presenze del personale scolastico non docente non ricorrono i presupposti di pertinenza e non eccedenza. Tra l'altro il garante ha di regola ritenuto sproporzionato l'impiego generalizzato di dati biometrici per finalità di rilevazione delle presenze dei lavoratori (provvedimento del 31 gennaio 2013 n. 38). Insomma, l'accertamento dell'effettiva presenza dei dipendenti in servizio deve essere rigoroso, ma si deve fare con modalità alternative alla biometria, che non coinvolgano la dimensione corporale.

Tra le alternative ci sono, per esempio, il badge marcatempo, eventualmente associato a un codice individuale oppure ordinari controlli, se del caso a campione, circa la presenza dei lavoratori (che solo a domanda possono assentarsi temporaneamente dal lavoro), da effettuarsi per il tramite del personale direttivo. Insomma, non basta a giustificare l'uso del sistema biometrico l'astratta possibilità di utilizzo abusivo dei più tradizionali strumenti automatici di rilevazione delle presenze d'uso comune. Inoltre, aggiunge il garante, il trattamento dei dati biometrici potrebbe comunque in concreto rivelarsi di scarsa utilità nel contrasto di eventuali casi di allontanamento dal servizio: la rilevazione delle presenze, in entrata e in uscita, non combatte l'assenteismo se non si mettono in atto difetto di efficaci sistemi di controllo e vigilanza sull'effettiva presenza dei lavoratori durante l'arco dell'intera giornata lavorativa.

Il trattamento effettuato dal liceo è risultato illegittimo anche per violazione dell'obbligo di informativa al personale anteriore all'installazione del sistema biometrico e alla sua effettiva attivazione.

Infine il liceo, non avendo provveduto alla dovuta notificazione del trattamento, subirà il procedimento di irrogazione della relativa sanzione amministrativa pecuniaria.

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