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Stalking, meno denunce con la querela irrevocabile

del 11/09/2013
di: La Redazione
Stalking, meno denunce con la querela irrevocabile
L'irrevocabilità della querela per atti persecutori potrebbe ridurre il numero delle denunce perché non esiste, in Italia, un serio programma di protezione per le vittime. Perplessità sulla delazione anonima, nonché sull'aggravante dei maltrattamenti cui assistono minori (da estendere, invece, «a tutti i reati caratterizzati da abusi fisici). Questa la sollecitazione a inserire nelle nuove norme i contenuti della Convenzione di Istanbul per la tutela dei diritti delle donne, che proprio ieri l'Italia ha ratificato a Strasburgo. Dubbi e richieste di correzioni emergono dalle audizioni sul decreto sicurezza (93/2013) in merito al femminicidio. Associazioni di giudici e avvocati, giuristi e operatori del settore, dinanzi ai deputati delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, definiscono il provvedimento utile, ma insufficiente e a tratti incoerente con l'intero sistema penale e processuale. Il comitato «Se non ora, quando?» critica, poi, che il fenomeno sia considerato fatto di ordine pubblico, al pari del furto di rame. Il coordinamento degli organismi di pari opportunità regionali evidenzia, invece, l'urgenza di finanziamenti, poiché «dagli oltre 18 milioni 650 mila euro del 2011 siamo passati a 1,5 milioni destinati nel 2012 alle reti antiviolenza». Rodolfo Sabelli, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, è colpito da una certa asistematicità del testo e dall'aggravante alla violenza domestica in caso di presenza di un minore, non prevista per altri reati. E propone, in riferimento al cyberbullismo, di inasprire l'illecito, estendendo la fattispecie della persecuzione con tutti i nuovi dispositivi tecnologici, ora limitata agli strumenti informatici e telematici. Riguardo all'irrevocabilità della querela, l'Unione delle camere penali teme effetti antitetici a quelli voluti, ossia la diminuzione delle denunce, mentre Oliviero Mazza, docente alla Bicocca, specifica che le delazioni anonime «non devono avere diritto di cittadinanza nel nostro ordinamento» nemmeno per prevenire abusi. Tra l'altro, dice, sarebbe «inutile»: l'accusato «addosserà immediatamente la responsabilità della segnalazione alla vittima».
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