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Ok alle elezioni in Cassa forense

del 07/09/2013
di: di Ignazio Marino
Ok alle elezioni in Cassa forense
Le elezioni per il rinnovo del comitato dei delegati di Cassa forense si svolgeranno regolarmente dal 9 al 19 settembre. Non parteciperanno alle consultazioni i 56 mila avvocati con redditi inferiori ai 10.300 euro iscritti d'ufficio dal 3 febbraio all'ente di previdenza, per effetto della riforma forense (legge 247/20012). Il tribunale di Roma ha infatti ha rigettato i ricorsi delle due associazioni giovani di categoria (Aiga e Agifor) che chiedevano, fra le altre cose, la rideterminazione del numero base degli iscritti per la distribuzione dei seggi nei collegi elettorali e l'ammissione al voto dei nuovi iscritti. Per il giudice Cristiana Ciavattone l'iscrizione dei nuovi soggetti decorrerà solo dal momento in cui sarà in vigore il regolamento (che la Cassa ha già approvato ma non ancora inviato ai ministeri vigilanti per l'approvazione definitiva) sui contributi minimi dovuti da soggetti iscritti senza il raggiungimento dei parametri reddituali.

Si spiega nelle due ordinanze che «l'espressione ''soggetti iscritti'', contenuta al comma 9 dell'articolo 21 della legge 247/2012, non può riferirsi come preteso dai ricorrenti, a soggetti già iscritti alla cassa ancor prima dell'emanazione del regolamento indicato dalla norma, ossia iscritti ope legis sin dalla data di entrata in vigore della legge di riforma della professione». Questa interpretazione contrasta in primo luogo con la clausola generale contenuta nel comma 3 dell'articolo 1 che affida ai regolamenti ad hoc (non ancora emanati) l'attuazione della legge. Ma non solo. «Non sarebbe ragionevole», si legge sulle due ordinanze fotocopia, «considerare iscritto ad una cassa di previdenza alcun soggetto senza prima aver disciplinato le conseguenze di tale iscrizione, con particolare riferimento alla determinazione dei parametri finalizzati all'individuazione degli oneri economici gravanti sugli assicurati, posto che non potrebbe esservi iscrizione alla cassa senza alcun versamento di contributi dovuti».

Pubblicate le motivazioni delle due ordinanze non si sono fatti attendere i commenti. «Esprimiamo soddisfazione per la decisione presa dal Tribunale civile di Roma in merito ai ricorsi presentati dall'Aiga e dall'Agifor», ha commentato Alberto Bagnoli, presidente di Cassa forense. «Rigettandoli, il giudice ha riconosciuto che la Cassa ha agito seguendo una corretta interpretazione della nuova legge professionale. Il regolare svolgimento delle elezioni permetterà alla Cassa di ultimare nei tempi di legge il lavoro sul nuovo regolamento che disciplinerà il versamento dei contributi dei 56 mila avvocati sino a oggi non iscritti alla Cassa», ha proseguito Bagnoli. «Il nostro obiettivo è tutelare tutti i professionisti, soprattutto le categorie più vulnerabili. Ci stiamo muovendo in questa direzione, ideando un sistema di contribuzione che non gravi troppo sulle spalle dei professionisti più giovani o con redditi bassi, senza per questo sacrificare né l'adeguatezza delle prestazioni né la sostenibilità del nostro sistema previdenziale», ha concluso Bagnoli. «Ci siamo impegnati in una battaglia politica di democrazia nell'Avvocatura», è stato invece il commento di Dario Greco, leader dei giovani avvocati dell'Aiga. «Pur non condividendo nel merito l'ordinanza romana, da avvocati rispettiamo le decisioni dei giudici, ma riteniamo che il principio in essa sancito in ordine alla data di decorrenza d'iscrizione alla Cassa dovrà essere tenuto in considerazione in occasione della stesura del regolamento ex comma 9 dell'art. 21». Per l'Associazione Nazionale Forense-Anf sono assolutamente condivisibili i provvedimenti del tribunale. «Si trattava di un ricorso», ha spiegato la presidente Ester Perifano, «che, oltretutto, metteva seriamente a rischio l'autonomia della Cassa forense, e che portava fuori tempo la legittima battaglia per il riconoscimento dell'elettorato attivo ai 56 mila avvocati non iscritti, con il rischio reale del commissariamento dell'Ente».

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