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Revocati 350 milioni

del 17/03/2010
di: di Luigi Chiarello
Revocati 350 milioni
Tornano in gioco quasi 350 mln di euro. Gli stati membri dell'Unione europea non sono riusciti a spendere regolarmente parte dei fondi assegnati con la politica agricola comune (Pac); così Bruxelles ha disposto la revoca dei finanziamenti «incriminati». Se infatti gli stati sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese Pac, alla Commissione europea tocca controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi. Gli stati dovranno così rimborsare alle casse comunitarie, per l'esattezza, 346,5 milioni di euro elargiti in fondi agricoli, indebitamente versati. Le cause che, generalmente, innescano revoche di questo tipo sono la mancata osservanza della normativa comunitaria o, in seconda battuta, inadempienze nella procedura di controllo della spesa agricola.

Le principali revoche di fondi. I recuperi di spesa riguardano gran parte dell'Unione; in tutto venti stati, chiaramente ognuno con una misura di revoca diversa. In sostanza dovranno restituire soldi: Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Germania, Spagna, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Svezia. Piove sul bagnato per Atene, travolta dalla crisi economica. La Grecia è lo stato che accusa la rettifica più pesante: 105,5 milioni di euro per carenze nel sistema di controllo nel settore del cotone e 18,5 milioni di euro per gravi e persistenti lacune nel sistema Sigc in relazione alle misure di sviluppo rurale. Al secondo posto la Polonia, che dovrà restituire a Bruxelles ben 92 milioni di euro per carenze varie negli aiuti per superficie negli anni 2006-2007. Segue la Spagna; Madrid accusa una rettifica da 47,5 milioni di euro per spese non ammissibili e carenze nel sistema di controllo nel settore ortofrutticolo. Al quarto posto di questa speciale classifica della scorrettezza il Regno Unito: il Tesoro britannico dovrà sborsare 14,2 milioni di euro, per non aver rispettato i termini regolamentari previsti nell'erogazione dei pagamenti diretti. Infine, altra pesante richiesta di rimborso riguarda i Paesi Bassi: 10,4 milioni di euro (per gli esercizi 2003-2005) per aver effettuato un insufficiente numero di controlli negli anni 2003 e 2004.

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