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Fotovoltaico, incentivi spalmati

del 06/09/2013
di: di Andrea Mascolini
Fotovoltaico, incentivi spalmati
Proposta la rimodulazione degli incentivi al fotovoltaico che costringerà i beneficiari a scegliere se mantenere quelli attuali, ma senza possibilità di ottenerne di nuovi, o di ridurli allungando fino a un massimo di sette anni la durata dell'incentivazione; riduzione dell'impatto degli incentivi sulla bolletta energetica spalmati su un periodo più lungo, con intervento del Gse sui mercati finanziari; abolita la nullità dei contratti di vendita o di locazione per mancata allegazione dell'attestato di prestazione energetica. Sono queste alcune delle novità ipotizzate nella bozza di decreto «del Fare 2» in fase di predisposizione da parte del governo.

La proposta di diversa modulazione temporale degli incentivi già in corso prevede che si possa continuare a godere del regime incentivante spettante per il periodo di diritto residuo e, in tal caso, al termine di tale periodo il produttore non avrà diritto di accesso ad ulteriori strumenti incentivanti. In alternativa si offre l'opzione di una rimodulazione dell'incentivo spettante, che viene ridotto di una percentuale specifica per ciascuna tipologia di impianto, definita con decreto ministeriale, da applicarsi per un periodo rinnovato di incentivazione pari al periodo residuo dell'incentivazione spettante alla medesima data, incrementato di sette anni. Questa seconda opzione dovrà essere esercitata entro il 31 marzo 2014, formulando richiesta al Gestore dei servizi energetici (Gse). Alla rimodulazione temporale degli incentivi si affianca la proposta di riduzione dell'impatto dei loro oneri sulla bolletta elettrica (aumentato da circa 1,7 c/kWh a 4,2 c/kWh), prevedendo che si spalmino su un periodo più ampio. Nel periodo 2014-17, il Gestore dei servizi energetici (Gse) dovrà a tale fine raccogliere risorse sul mercato finanziario per un ammontare annuo stabilito dal ministro dello sviluppo economico. Su tali risorse sarebbero pagati, per un periodo da definire compreso tra 17 e 25 anni, i soli interessi e, nell'anno successivo, il capitale, con un rendimento lordo massimo ipotizzato vicino al rendimento lordo dei Btp di durata decennale offerti dallo Stato. Il governo stima che, nel periodo 2014-2017, si possa ridurre del 15/20% il costo dell'energia elettrica (in caso di intervento annuo pari a 2 miliardi). Per quel che riguarda l'intervento sulle locazioni ad uso non abitativo, finalizzato a rendere più appetibili gli investimenti nel mercato italiano rispetto ai mercati esteri e rimuovere gli ostacoli allo sviluppo del mercato delle locazioni commerciali e degli immobili ad uso turistico, al momento viene ipotizzata la liberalizzazione del mercato. Si interviene in deroga al comma 1 dell'articolo 79 della legge 392/78, rispetto ai contratti con canone annuo superiore a 60 mila euro; per le attività alberghiere il limite viene invece elevato fino a 250 mila euro. Per questi contratti le parti potranno (ovviamente si tratta di una facoltà) concordare contrattualmente termini e condizioni in deroga alle disposizioni della legge 392.

Nella bozza del provvedimento si ritocca inoltre la norma (art. 6, comma 3-bis, del dlgs 192/2005 e successive modifiche) che prevede la nullità dei contratti di vendita, di trasferimento a titolo gratuito, o di locazione di beni immobili, laddove non sia allegato al contratto l'Attestato di prestazione energetica (Ape). Ad avviso del governo si tratta di una previsione «esorbitante rispetto agli obiettivi della Direttiva 2010/31/Ue» che in effetti si limita a tutelare semplici esigenze di conoscibilità da parte dell'acquirente o del conduttore dell'immobile; pertanto la sanzione della nullità, che nel nostro ordinamento consegue a patologie più gravi, viene sostituita dall'irrogazione di sanzioni amministrative. Per gli atti di trasferimento a titolo gratuito, ritenuto eccessivo l'onere di allegazione a carico del donante, resta in vigore l'inserimento dell'apposita clausola di presa visione di cui al comma 3, art. 6, dlgs 192/2005.

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