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Rubare i dipendenti più bravi costa caro

del 05/09/2013
di: Dario Ferrara
Rubare i dipendenti più bravi costa caro
Tempi duri per i ladri di esperienza. Deve pagare i danni da concorrenza sleale l'azienda che vuole chiudere per sempre il contratto con il distributore dei suoi prodotti in Italia e così gli ruba i venditori più bravi perché ha bisogno di uno staff esperto per operare al meglio sul mercato: se infatti il semplice storno di dipendenti non risulta di per sé anticoncorrenziale, lo è invece l'attività posta in essere ben sapendo che il furto di know how danneggerà il competitor (il futuro concorrente, nel nostro caso). È quanto emerge dalla sentenza 20228/13, pubblicata il 4 settembre dalla prima sezione civile della Cassazione.

Immoral suasion. Niente da fare per l'azienda che «soffia» gli agenti più bravi al suo distributore quando sa che tra poco il contratto che li lega non sarà più efficace: oltre che senza commessa l'ex partner commerciale si trova sprovvisto della sua forza lavoro migliore. La società che vuole rubare la professionalità maturata altrove, risparmiando ad esempio sugli investimenti in formazione, è condannata al risarcimento dei danni nonostante abbia avuto ragione nel giudizio di primo grado. I tabulati telefonici interni dell'azienda presa di mira e le email di servizio risultano decisivi: provano l'esistenza di un disegno per indebolire il partner commerciale che da domani sarà un altro rivale con cui fronteggiarsi: la (im)moral suasion effettuata sui dipendenti del distributore affinché passino dall'altra parte della barricata denota la consapevolezza, oltre che l'intenzione, di procurare un danno all'impresa datrice. Quattro dipendenti su trenta che in due mesi si dimettono e vanno a lavorare per l'altra azienda da soli bastano e avanzano per configurare uno storno aziendale: costituiscono, fra l'altro, una percentuale considerevole dell'intera forza lavoro dell'impresa «derubata», che subisce un danno sul piano dell'immagine oltre che dell'esperienza; i venditori, infatti, hanno acquisito una loro autorevolezza sul territorio e anche le segretarie arrivate armi e bagagli sull'altra sponda fanno valere la rete di loro relazioni acquisite nella zona commerciale. All'imprenditore che ha preso la scorciatoia proibita resta che pagare le spese di giudizio.

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