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In rotta di collisione con lo Statuto dei contribuenti

del 05/09/2013
di: Andrea Bongi
In rotta di collisione con lo Statuto dei contribuenti
Il decreto sull'abolizione dell'Imu in rotta di collisione con lo Statuto dei diritti del contribuente. Sono molte le misure con effetto immediato che derogano, più o meno espressamente, alle disposizioni contenute nell'articolo 3 della legge 27 luglio 2000 n.212 ai sensi del quale «le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo».

Scorrendo uno a uno gli articoli contenuti nel decreto legge n. 102 del 31 agosto scorso, si contano infatti numerose misure tributarie, sia favorevoli che sfavorevoli ai contribuenti, con effetto immediato sull'esercizio 2013 tuttora in corso.

Il caso più eclatante ovviamente riguarda la restrizione alla detraibilità dall'imposta sul reddito delle persone fisiche dei premi assicurativi pagati dai contribuenti sulle polizze vita e contro gli infortuni. La riduzione a soli 630 euro dell'importo massimo annuo detraibile per tali forme assicurative decorre infatti immediatamente, già con effetto dal periodo d'imposta 2013, in deroga espressa alle disposizioni di cui al citato articolo 3, comma 1, della legge n.212/2000.

In questo caso la violazione supera i confini della semplice retroattività della norma tributaria e sconfina nel più arduo terreno delle aspettative e dei calcoli di convenienza fatti in passato dai contribuenti sottoscrittori di tali contratti assicurativi. La falcidia sulla detraibilità dei premi operata dal legislatore può infatti svuotare di convenienza molti contratti assicurativi, in specie quelli sulla vita, a suo tempo stipulati facendo leva proprio sulla quota di recupero fiscale del premio annuo corrisposto.

Ma le norme tributarie a effetto immediato e retroattivo non si fermano certo qui. Si pensi, tanto per fare un esempio, a quelle relative alla riduzione dell'aliquota della cedolare secca sui contratti di locazione a canone concordato. È vero che si tratta di una misura favorevole ai contribuenti ma è pur vero che la modifica dell'aliquota in corso d'anno crea evidenti problemi sui calcoli degli acconti dovuti dai contribuenti. Acconti che peraltro sono già stati in parte versati con la prima rata in scadenza nello scorso mese di giugno.

Sono proprio questi tipi di inconvenienti, anche di carattere strumentale che impongono comunque adempimenti a carico dei contribuenti che la norma di salvaguardia contenuta nell'articolo 3 dello Statuto del contribuente tende a scongiurare.

L'irretroattività della norma tributaria è uno dei principi cardine non solo dello Statuto dei diritti del contribuente ma dell'intero sistema tributario.

Va ricordato che sulla valenza delle norme dello Statuto del contribuente quali veri e propri principi generali dell'ordinamento tributario, che possono essere derogati o modificati solo espressamente e mai da leggi speciali, si è recentemente pronunciata la Corte di cassazione a sezioni unite con la sentenza n. 18184 del 14 maggio scorso. Secondo le sezioni unite buona parte delle disposizioni dello Statuto, fra le quali figurano certamente quelle fissate nell'articolo 3, deve essere attribuito il ruolo di «principi immanenti nell'ordinamento tributario» e quindi la valenza di veri e propri criteri guida per orientare l'interprete nell'esegesi delle norme.

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