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Regolamentazione: stop a vendite e nuovi affitti

del 04/09/2013
di: di Valerio Stroppa
Regolamentazione: stop a vendite e nuovi affitti
Vendite e nuove locazioni di immobili bloccate a causa della mancata regolamentazione dell'Ape, l'attestato di prestazione energetica introdotto dal dl n. 63/2013. Con effetti deleteri su un mercato del mattone già in forte crisi. A denunciarlo è Confedilizia, che a un mese dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto energia segnala via Twitter la mancata soluzione del problema. «Ieri ha compiuto 30 giorni (nell'indifferenza del legislatore, che ha creato il pasticcio) il blocco dei contratti di locazione e compravendita. Solo un paese come il nostro può concedersi un lusso del genere», è il messaggio dell'associazione della proprietà immobiliare. L'art. 6 del dl n. 63/2013 punisce infatti con la nullità i contratti di nuova locazione, donazione o cessione di immobili ai quali non sia allegato il nuovo Ape. Ma quest'ultimo ad oggi non può essere predisposto, in quanto manca il decreto interministeriale che dovrà sia adeguare la previgente normativa in materia di documentazione energetica degli edifici sia fissare criteri e contenuti obbligatori del nuovo attestato. Insomma, osserva l'associazione, una situazione che al momento danneggia l'intero comparto immobiliare e sulla quale palazzo Chigi non ha ancora trovato una via d'uscita (nonostante le rassicurazioni su un pronto intervento arrivate dal sottosegretario all'economia Pierpaolo Baretta). «È una situazione paradossale, alla quale occorre che si ponga immediatamente rimedio», osserva Corrado Sforza Fogliani, presidente della Confedilizia, «il governo aveva preso in senato un impegno solenne per eliminare il pasticcio creato dal parlamento con il primo provvedimento utile. Di occasioni ce ne sono peraltro già state diverse, tutte puntualmente perse». La tematica dell'Ape dovrebbe essere oggetto del decreto «Fare-bis», attualmente nell'agenda dell'esecutivo e atteso nelle prossime settimane. «Ora il governo è chiamato alla prova dei fatti concreti», conclude Sforza Fogliani, «per superare una situazione intollerabile, che reca danni al particolare settore (che non ne ha proprio bisogno), ma anche alla fiducia della gente. I cittadini non si rendono conto di come possano nascere, e non essere subito affrontate e risolte, situazioni del genere».
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