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Nulla la cartella priva di ragioni

del 04/09/2013
di: di Debora Alberici
Nulla la cartella priva di ragioni
È nulla la cartella esattoriale motivata solo con l'indicazione «omesso o carente versamento dell'imposta». Infatti, il contribuente dev'essere messo al corrente delle ragioni dell'atto impositivo. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 20211 del 3 settembre 2013, ha respinto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. La vicenda prende le mosse da una cartella esattoriale Irpef notificata a un contribuente di Latina con una motivazione molto stringata, «omesso o carente versamento dell'imposta». L'uomo l'aveva impugnata di fronte alla Ctp chiedendo e ottenendo l'annullamento.

Quindi l'ufficio ha impugnato la decisione di primo grado di fronte alla Ctr ma senza successo. Per questo l'Agenzia delle entrate ha presentato ricorso alla Suprema corte. La sesta sezione civile lo ha respinto confermando e rendendo definitivo il verdetto di merito.

Secondo il relatore il ricorso andava respinto in quanto la sentenza di merito contiene l'accertamento in fatto relativo alla carenza di qualunque motivazione o spiegazione della cartella esattoriale, accertamento che doveva semmai essere contestato con il mezzo revocatorio.

Il Collegio di legittimità ha condiviso la proposta del relatore in quanto, si legge nelle motivazioni, l'indicazione di omesso o carente versamento non costituisce adeguata motivazione di una pretesa fiscale. E l'affermazione del giudice di merito secondo cui la cartella non contiene ulteriori dati idonei a sorreggere le ragioni dell'amministrazione poteva semmai essere contestata con il mezzo revocatorio». Nell'udienza tenutasi al Palazzaccio lo scorso 10 luglio la procura generale della Suprema corte ha chiesto al collegio di legittimità di confermare la tesi del relatore e quindi di rendere definitivo l'annullamento della cartella esattoriale mal motivata. La decisione della Cassazione è in leggera controtendenza rispetto a molte decisioni di merito che hanno sancito la validità della cartella di pagamento anche se contiene solo le notizie essenziali dell'accertamento, mentre maggiori spiegazioni sono contenute soltanto nell'avviso bonario. Infatti è sufficiente al contribuente raffrontare l'atto impositivo con la dichiarazione dei redditi da lui presentata. Ctp di Siracusa sentenza n. 367/2013.

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