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Spesometro, rischio doppioni

del 04/09/2013
di: di Roberto Rosati
Spesometro, rischio doppioni
Dal 2012, per le transazioni accompagnate da fattura, l'obbligo di comunicarle all'Agenzia delle entrateè sempre a carico dell'imprenditore, anche se il consumatore ha pagato con moneta elettronica. Diversamente che per l'anno 2011, quindi, l'esistenza della fattura esclude l'adempimento da parte degli operatori finanziari; i quali, in questo caso, beneficeranno di un esonero «a loro insaputa», poiché, allo stato attuale, non possono avere cognizione della circostanza esimente. Queste le ulteriori novità che sembrano desumersi dalla nuova disciplina dello spesometro che l'Agenzia delle entrate ha varato con il provvedimento del 2 agosto 2013, a seguito delle modifiche apportate all'art. 21 del dl n. 78/2010, la norma istitutiva della comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini Iva.

Operazioni

con pagamenti Pos

Il citato art. 21, come integrato dal dl 98/2011, stabilisce che, relativamente alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi di importo pari o superiore a 3.000 euro effettuate nei confronti di destinatari non soggetti passivi dell'Iva, i cui corrispettivi siano stati pagati mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all'obbligo di comunicazione previsto dall'art. 7, sesto comma, del dpr n. 605/73, l'adempimento della comunicazione è assolto da detti operatori, anziché dagli esercenti, con modalità e termini definiti dall'Agenzia delle entrate. Le disposizioni attuative di questa previsione sono state emanate dall'agenzia con il provvedimento del 29 dicembre 2011, che ha, tra l'altro, fissato al 30 aprile 2012 il termine per l'invio della prima comunicazione da parte degli operatori finanziari, relativa alle operazioni rilevate dal 6 luglio 2011, data di entrata in vigore del dl n. 98/2011, e il 31 dicembre 2011 (da ricordare che il termine del 30 aprile 2012 è stato più volte prorogato, da ultimo al 12 novembre 2013 con provvedimento del 2 luglio scorso).

A proposito dello spostamento soggettivo dell'adempimento, occorre rammentare che l'Agenzia delle entrate, rispondendo alle domande di ItaliaOggi nel corso del forum fiscale 2012, aveva precisato che l'obbligo dovesse essere assolto dall'operatore finanziario anche nell'ipotesi di emissione della fattura da parte dell'esercente, facendo riferimento all'importo lordo di 3.600 euro e non a quello netto di 3.000 (circolare n. 25/2012).

La revisione

dell'adempimento

Con le modifiche apportate dal dl n. 16/2012 all'art. 21 del dl n. 78/2010, l'obbligo della comunicazione, a decorrere dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2012, interessa:

a) tutte le operazioni rilevanti ai fini dell'Iva per le quali è previsto l'obbligo di emissione della fattura, senza limiti di ammontare; in tal caso, occorre trasmettere, per ciascun cliente e fornitore, l'importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate

b) le operazioni per le quali non è previsto l'obbligo di emissione della fattura, se di importo non inferiore a 3.600 euro, comprensivo dell'Iva.

Per quanto concerne le operazioni verso privati consumatori che paghino mediante mezzi elettronici, sono state confermate le disposizioni che pongono l'obbligo della comunicazione a carico degli operatori finanziari emittenti lo strumento di pagamento, ma è stato previsto l'esonero nel caso in cui l'operazione debba essere altrimenti comunicata al fisco, da parte di tali operatori, ai sensi dell'art. 11 del dl n. 201/2011 (istitutivo dell'obbligo di segnalazione dei movimenti finanziari).

Il recente provvedimento dell'Agenzia delle entrate, del 2 agosto scorso, infine, ha precisato, tra l'altro:

- che l'emissione della fattura, in sostituzione di altro idoneo documento fiscale, determina comunque l'obbligo della comunicazione; in pratica, tutte le operazioni fatturate devono essere comunicate, a prescindere dall'importo (punto 3.2 del provvedimento); in fase di prima applicazione, però, è previsto che, per le operazioni del 2012 e del 2013, i soggetti non tenuti all'emissione della fattura possono limitarsi a comunicare le fatture di importo pari o superiore a 3.600 euro (punto 3.3);

- che sono escluse dalla comunicazione le operazioni di importo pari o superiore a 3.600 euro, effettuate nei confronti di non soggetti passivi Iva, non documentate da fattura, il cui pagamento è avvenuto con mezzi elettronici; ciò, evidentemente, perché in tal caso l'obbligo ricade sugli operatori finanziari (punto 4, lett. e).

Va dunque evidenziato come quest'ultima previsione, basata sullo «spostamento soggettivo» dell'obbligo, non riguardi le operazioni documentate da fattura, le quali, come si è detto, nella nuova disciplina, anche se pagate tramite mezzi elettronici, dovranno essere in ogni caso inserite nello «spesometro» dall'esercente (punto 3.3 del provvedimento); se ne deduce, conseguentemente, che queste stesse operazioni non dovranno più essere comunicate dagli operatori finanziari, pena la duplicazione della segnalazione. Rischio, questo, che sembra comunque esistere, perché gli operatori finanziari non possono sapere se per l'operazione sia stata emessa o no fattura.

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