Una novità per il diritto tributario, visto che l'Italia è l'unico paese a tassare le transazioni finanziarie sugli strumenti derivati, ma che ha destato non poche critiche: le ripercussioni di questa imposta sul mondo della finanza italiana sono, infatti, imprevedibili, considerato anche che la Borsa di Milano fatica già ad attrarre investitori internazionali, ma soprattutto perché il gettito, inizialmente stimato in almeno 1 miliardo, potrebbe essere ben più limitato (si parla di 200-250 milioni).
Da registrare, tuttavia, almeno ieri, un impatto soft sugli scambi: il calo dell'operatività sui prodotti neo tassati, infatti, c'è stato ma è difficile attribuirlo unicamente all'introduzione della tassa. A pesare c'è stata anche la chiusura di Wall Street in un giorno in prossimità del week end. Certo è che a metà mattinata il principale contratto derivato quotato soffriva più degli analoghi prodotti europei, come quelli tedeschi per esempio. Oggi a questo punto non ci saranno alibi.
