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Evasione fiscale, condanne su doppi binari

del 03/09/2013
di: Debora Alberici
Evasione fiscale, condanne su doppi binari
L'imprenditore può essere condannato per evasione fiscale anche se il giudice tributario ha annullato accertamento e sanzioni. Si tratta, infatti, di due giudizi indipendenti: quello civile non può certo influire sulla determinazione della soglia da parte del magistrato in sede penale.

È quanto si evince dalla sentenza n. 35846 depositata il 2 settembre 2013 dalla sezione feriale della Corte di cassazione.

Il caso. La vicenda riguarda un piccolo imprenditore di Catania accusato, in qualità di agente di rappresentanza di un consorzio agrario, di aver determinato una deficienza di quasi 27 kg di gasolio denaturato agricolo e di 227 kg sulla benzina, pertanto in misura superiore del 10% il calo consentito. Per questo l'ufficio delle Entrate aveva recuperato a tassazione le maggiori imposte, emettendo anche una sanzione salata a carico del contribuente.

Contro l'atto impositivo lui ha fatto ricorso alla commissione tributaria provinciale di Messina che lo ha annullato. Anche in secondo grado verdetto confermato.

Intanto la Procura ha avviato un'inchiesta penale a suo carico che si è conclusa con una sentenza di condanna. La responsabilità penale è stata quindi confermata di fronte alla Corte d'appello. Contro questa decisione l'uomo ha fatto ricorso in Cassazione. La sezione feriale ha confermato la colpevolezza dell'imprenditore e ha accolto uno solo dei cinque motivi presentati dalla difesa: ha quindi commutato la reclusione in pena pecuniaria, circa 20 mila euro. I giudici hanno colto l'occasione per ribadire che la Cassazione ha avuto occasione di affermare chiaramente, sia pure con riferimento ad altra situazione, l'indipendenza del giudizio penale rispetto a quello amministrativo. Più volte è stato infatti chiarito che, ai fini dell'individuazione del superamento o meno della soglia di punibilità di cui all'art. 5 dlgs n. 74 del 2000, «spetta esclusivamente al giudice penale il compito di procedere all'accertamento e alla determinazione dell'ammontare dell'imposta evasa, attraverso una verifica che può venire a sovrapporsi e anche a entrare in contraddizione con quella eventualmente effettuata dinanzi al giudice tributario».

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