Consulenza o Preventivo Gratuito

Coperture, ci rimette pure la lotta all'evasione

del 03/09/2013
di: Simona D'Alessio
Coperture, ci rimette pure la lotta all'evasione
Caccia grossa alle risorse per coprire i mancati proventi di una tassa cancellata (l'Imu): il governo recupera, infatti, finora quasi un miliardo di euro da quanto è nella disponibilità dei ministeri. E, sotto la scure, per finanziare la cancellazione dell'imposta sulle abitazioni, finiscono interventi già preventivati che vanno dalle assunzioni nelle forze dell'ordine, e di nuovi ispettori per la lotta all'evasione fiscale, fino alle sovvenzioni (pari a 300 milioni di euro) destinate all'ammodernamento e alla manutenzione della rete ferroviaria. Nel dettaglio, si apprende da fonti di palazzo Chigi, al fine di coprire le misure del decreto legge n. 102 del 31 agosto 2013, la riduzione riguarderà 35 iniziative dei vari dicasteri, da cui si ricaverà un «bottino» di 675 milioni di mancate autorizzazioni alle uscite; complessivamente, inserendo nel computo anche la sforbiciata da 300 milioni ai consumi intermedi e agli investimenti fissi lordi, gli organismi dell'esecutivo rinunciano a 975,8 milioni. Nell'ambito dello stato centrale, i maggiori «sacrifici» spettano al ministero dell'Economia (-602,2 milioni), ad una certa distanza per l'entità dei tagli subiti si collocano i dicasteri dei Trasporti e delle Infrastrutture (-45), dello Sviluppo economico (-13,4), degli Affari esteri (-5), poi il Viminale (-2,2), il ministero dell'Ambiente (-4,1 milioni), quello della Difesa (-1,8), a seguire quelli della Politiche agricole (-1,5) e della Salute, che rinuncia a 364 mila 971 euro. Altro denaro viene prelevato dal fondo per l'occupazione (250 milioni), mentre se ne sottraggono 300 milioni alla disponibilità di 40 conti correnti bancari presso il Monte dei Paschi di Siena che raccolgono risorse della Cassa conguaglio settore elettrico destinate all'efficienza energetica, nonché per sostenere lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Meno assunzioni all'orizzonte, dunque, per coprire l'eliminazione dell'Imu. E in settori chiave: niente da fare, infatti, per l'utilizzo dei 50 milioni previsti dall'ultima legge finanziaria al fine di dotare di nuovo personale il comparto sicurezza-difesa e vigili del fuoco; a essere tagliati, poi, anche i 20 milioni con cui avrebbero avuto lavoro altri ispettori per rafforzare la battaglia contro l'evasione tributaria. I tecnici governativi, inoltre, attingono pure a 17 milioni stanziati dalla legge finanziaria del 2006 per dotare di alcune figure professionali i ministeri per i Beni e le attività culturali, della Giustizia, della Salute, nonché dell'Agenzia del territorio (in seguito accorpata all'Agenzia delle entrate, ai sensi della legge 135/2012) e nel Corpo forestale dello stato. Perde 35 milioni il fondo speciale dell'Anas istituito dalla legge 138/2002, e viene ristretto anche il finanziamento per «interventi urgenti e indifferibili» connessi ai settori dell'istruzione e a una serie di eventi celebrativi. In vista, inoltre, un decreto, collegato alla prossima legge di stabilità, contenente un piano di reperimento dei circa 2,4 miliardi di Imu «assenti» per via del mancato versamento della tassa su prime case, terreni e fabbricati agricoli. E almeno 2 miliardi («a regime») che il governo si è impegnato a trasferire ai comuni per rendere la «Service tax» più leggera della somma di Imu e Tares (5 miliardi), insieme, forse, a un ulteriore allentamento del Patto di stabilità interno. Sempre se, chiarisce il governo, si troveranno le risorse.

© Riproduzione riservata

vota