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L'ente deve spiegare come calcola i premi

del 31/08/2013
di: Dario Ferrara
L'ente deve spiegare come calcola i premi
Fuori le carte

L'amministrazione non può rifiutarsi di esibire al lavoratore i documenti relativi alle questioni retributive, comprese quelle che riguardano i colleghi. E ciò anche se il rapporto rientra nel pubblico impiego privatizzato e il richiedente vuole in pratica sapere quanto hanno guadagnato i suoi vicini di scrivania nello stesso periodo in cui è stato escluso da un'indennità «premiale» alla quale egli ritiene di avere diritto. Risultato: l'ente datore entro un mese dovrà mostrare al dipendente i conteggi con i criteri di calcolo, sbianchettando tuttavia i nomi degli altri lavoratori che hanno percepito le relative somme. È quanto emerge dalla sentenza 2894/13, pubblicata dalla terza sezione del Consiglio di stato.

Criteri e conteggi

Accolto il ricorso del lavoratore che vanta un diritto di ostensione ai documenti relativi all'indennità di risultato versata dall'Asl ai suoi dirigenti. Vuole capire perché è stato pretermesso nel trattamento economico riconosciuto agli altri e quanti soldi ha perso. Sbaglia il Tar a confermare il diniego opposto al dipendente dall'azienda sanitaria, sostenendo che il lavoratore non può avere diritto a un controllo generalizzato sull'operato dell'amministrazione. Il dipendente della pubblica amministrazione è comunque portatore di un interesse qualificato alla conoscenza degli atti e documenti che riguardano la propria posizione lavorativa.

E la regola non può che valere anche quando, per la natura del contratto che lo lega al datore, le relative controversie vanno al giudice ordinario invece che a quello amministrativo. Inutile per l'Asl rifiutare l'accesso alle carte sul rilievo che fra l'amministrazione e il lavoratore possono essere poste in essere compensazioni reciproche sui crediti e debiti: in tal caso a maggior ragione l'istante ha interesse a conoscere criteri adottati e conteggi effettuati. Vittoria totale, insomma, per il dirigente dell'azienda sanitaria locale: è un interesse «puntuale ed attuale» a caratterizzare l'istanza di tutela rispetto al pagamento della retribuzione di risultato che risale al 2011 e riguarda circa venti manager nel periodo incriminato. L'Asl ha 30 giorni per adempiere e intanto paga le spese di giudizio.

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