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Notai nel mirino

del 28/08/2013
di: Pagina a cura di Ignazio Marino
Notai nel mirino
Sui notai l'Antitrust gioca d'anticipo. L'Unione mutualistica tra i notai del Veneto, infatti, comincerà a perseguire i suoi obiettivi a partire dal primo settembre 2013. Ma l'Autorità della concorrenza ha acceso i suoi riflettori prima del tempo e, ritenendo che si possa configurare un'intesa restrittiva della concorrenza, ha avviato un'apposita istruttoria che si concluderà entro il 30 giugno 2014. È la stessa Agcm a darne notizia sul suo bollettino. Continua, dunque, l'azione di monitoraggio sulla categoria dopo le sanzioni assegnate ai consigli notarili di Milano, Bari e Verona colpevoli, secondo il garante Giovanni Pitruzzella, di aver reintrodotto le tariffe minime inderogabili abolite dalle liberalizzazioni del 2006 (si veda ItaliaOggi del 14/6/2013).

L'Unione mutualistica, come risulta dall'atto costitutivo, «ha lo scopo di mettere in comune una parte dei proventi delle funzioni dei notai associati per poi ripartirla tra i medesimi per quote uguali». Secondo l'associazione, la necessità di procedere a tale accordo associativo tra i notai del Veneto sarebbe giustificata dall'esigenza di «garantire ai membri che versino in situazioni di disagio economico un contributo alla copertura delle spese fisse connesse con l'adempimento degli obblighi derivanti dalla loro pubblica funzione (si pensi in particolare al caso del notaio incapace temporaneamente di lavorare per infortunio o malattia o a quello dei giovani di prima nomina in fase di avviamento)». Ad avviso dell'Unione mutualistica, infatti, l'integrazione corrisposta dalla Cassa nazionale del notariato non risulterebbe adeguata rispetto ai reali costi di uno studio notarile e, pertanto, i notai partecipanti all'iniziativa hanno sentito il bisogno di procedere alla costituzione di detta associazione al fine di «garantire un reddito minimo». Secondo l'associazione, inoltre, l'intesa non sarebbe restrittiva della concorrenza in ragione della «natura di servizio pubblico del ministero notarile», rispetto al quale non trovano applicazione alcune delle regole fondamentali del libero mercato. Infatti, l'obbligo legale di avviare e mantenere la sede assegnata, anche quando questa si trovi in un mercato saturo e potenzialmente non in grado di assorbirla, determina una distorsione delle condizioni di mercato, poiché «i notai devono sopportare costi fissi slegati dalla produttività».

L'Antitrust argomenta la sua delibera spiegando, invece, che «conformemente alla consolidata giurisprudenza comunitaria e nazionale sulla natura di impresa dei professionisti, i notai, in quanto prestano stabilmente, a titolo oneroso e in forma indipendente, i propri servizi professionali, svolgono attività economica ai sensi dei principi antitrust» (legge n. 287/90). Stesso principio vale, pertanto per l'Unione mutualistica. Per i suoi meccanismi di funzionamento, scrive l'Agcm nella sua delibera, «l'intesa appare idonea a produrre restrizioni della concorrenza. Infatti, gli accordi di ripartizione dei ricavi (revenue-sharing) tendono a distorcere gli incentivi dei professionisti a sottrarsi quote di mercato e dunque a ostacolare lo sviluppo di una reale concorrenza sui meriti. Nel caso di specie, il fatto che i singoli notai, indipendentemente dal comportamento tenuto sul mercato, si vedano garantito mensilmente un reddito minimo da parte dell'associazione, e quindi nella sostanza da parte dei propri concorrenti, riduce lo stimolo a ricercare nuovi clienti attraverso attive condotte concorrenziali quali il miglioramento del servizio o la riduzione dei prezzi».

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