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Sanatoria RW con mini-sanzioni

del 16/03/2010
di: di Duilio Liburdi e Maurizio Tozzi
Sanatoria RW con mini-sanzioni
Mini sanzioni sui lavoratori dipendenti e sui pensionati che sanano le violazioni relative alla mancata compilazione del quadro RW: con il pagamento di un importo che può essere di 21 o 25 euro, nessuna contestazione potrà essere formulata in relazione alle violazioni sul monitoraggio fiscale. Tale sanatoria copre anche i periodi di imposta precedenti fermo restando che, per ulteriori disponibilità estere, dovranno essere attivate le ordinarie misure di integrazione della dichiarazione. È una delle indicazioni contenute nella circolare n. 11 dell'Agenzia delle entrate del 12 marzo 2010 (ma in realtà pubblicata sul sito dell'amministrazione finanziaria sabato 13 marzo) con la quale viene fatto il punto della situazione sulle modalità di sanatoria alternative allo scudo fiscale. Nel documento di prassi, inoltre, vengono fornite delle precisazioni in merito al regime sanzionatorio che, di fatto, superano quanto precisato nella circolare n. 49 del 2009.

Le disponibilità sui conti correnti. Laddove i lavoratori dipendenti ed i pensionati abbiano delle disponibilità all'estero su conti correnti sui quali sono affluiti i proventi dell'attività lavorativa ovvero di pensioni, la mancata dichiarazione di tali disponibilità nel quadro RW può essere sanata mediante la presentazione della dichiarazione che doveva contenere il quadro in questione ovvero integrare il modello Unico 2009. La tipologia di sanzione è duplice nel senso che:

- Usufruendo delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legge n. 194 del 2009, la mancata presentazione del quadro RW può essere sanata con il pagamento di una sanzione di 21 euro;

- Applicando le ordinarie disposizioni in materia di ravvedimento operoso entro il 30 settembre 2010 con il pagamento di una sanzione di 25 euro.

In ogni caso, la modalità agevolata di sanatoria riguarda, esclusivamente, le disponibilità depositate sul conto corrente ed afferenti i proventi dell'attività lavorativa (compresa l'eventuale mancata dichiarazione degli interessi) mentre, ulteriori disponibilità detenute all'estero diverse da quelle evidenziate potranno formare oggetto di sanatoria secondo le ordinarie modalità di integrazione. Va rilevato, inoltre, come la presentazione del quadro RW afferente il periodo di imposta 2008 o l'integrazione della dichiarazione, ha l'effetto di sanare anche le violazioni riferite ai periodi di imposta precedenti

Le ulteriori disponibilità. Come accennato, laddove invece i residenti in Italia detenevano disponibilità all'estero di altro genere (ad esempio immobili), dovranno essere seguite le ordinarie modalità di sanatoria, anche in relazione ai periodi di imposta pregressi. A questo proposito, la circolare propone, nella parte finale una analisi puntuale delle ipotesi di integrazione della dichiarazione mediante l'inclusione del quadro RW. In particolare, per i periodi di imposta precedenti al 2008 viene correttamente osservato come si rende attivabile il disposto di cui all'articolo 2, comma 8, del DPR n. 322 del 1998 e, dunque, l'integrazione delle dichiarazioni può avvenire entro il termine per l'accertamento del relativo periodo di imposta. In questo caso, però, il contribuente non può «autoliquidare» la sanzione ridotta mediante il ravvedimento operoso in quanto l'istituto in questione copre soltanto le violazioni relative, al massimo, al periodo di imposta precedente. Per conseguenza, nell'ipotesi di sanatoria mediante dichiarazione integrativa di periodi di imposta antecedenti il 2008, si dovrà attendere l'irrogazione della sanzione da parte dell'amministrazione finanziaria che, in ogni caso, potrà essere definita in modo agevolato. In linea di principio, il decreto legislativo n. 472 del 1997 consente infatti di definire con il pagamento del quarto la sanzione irrogata. Si deve però osservare come, in tale ipotesi, possa essere effettuato un calcolo di convenienza tra costo della definizione agevolata della sanzione per più periodi di imposta e costo dello scudo fiscale che è possibile attivare, come noto, sino al prossimo 30 aprile. In altri termini, in alcune ipotesi potrebbe rivelarsi più conveniente (anche a fronte di un costo leggermente superiore) accedere alla sanatoria delle attività detenute all'estero in violazione del monitoraggio fiscale versando il 7 per cento di quanto sanato. Ciò in considerazione delle conseguenze che l'avere provveduto alla sanatoria da scudo comporta in termini, ad esempio, di preclusione dall'accertamento.

La distinzione tra le violazioni. La circolare n. 11 contiene un passaggio mediante il quale si superano, nella sostanza, alcune delle indicazioni fornite con la precedente circolare n. 49 del 2009. In tale documento di prassi era stata infatti effettuata una assimilazione tra la dichiarazione omessa e sanata entro i 90 giorni successivi alla scadenza del termine ed il versamento delle imposte derivanti dalla stessa con riferimento ai quali si affermava la necessità di provvedere entro il medesimo termine. La nuova circolare appare delineare in modo distinto, conformemente alla prassi antecedente la circolare n. 49, le violazioni riferibili:

- Alla mancata presentazione delle dichiarazioni;

- Alla mancata presentazione del quadro RW;

- Al mancato pagamento delle imposte dovute in base alle dichiarazioni che rappresenta una distinta violazione da ricomprendere nell'ambito dell'articolo 13 del dlgs. 472 del 1997 indipendentemente dall'adempimento dichiarativo

Gli adempimenti per il 2010. Una volta completato il quadro delle possibilità di sanatoria per le violazioni pregresse, si deve ricordare come nelle dichiarazioni relative al 2009 (modello 730 od Unico 2010), la mantenuta disponibilità estera dovrà essere sempre evidenziata nel quadro RW. Questo a meno che, ovviamente, non si ricorra allo scudo fiscale entro il termine del 30 aprile 2010 fissato dal decreto legge n. 194 del 2009.

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