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Energia, aiuti finanziari per i bioliquidi sostenibili

del 09/08/2013
di: di Valerio Stroppa
Energia, aiuti finanziari per i bioliquidi sostenibili
Torna l'aiuto finanziario ai bioliquidi sostenibili. Ferma restando la cancellazione dell'incremento degli incentivi previsto dalla legge di stabilità 2013, i titolari di impianti entrati in funzione entro la fine del 2012 potranno optare per una nuova rimodulazione. Nel medio periodo si perderà qualcosa, ma a breve vi sarà un'iniezione di liquidità aggiuntiva utile per fronteggiare la crisi in cui versa il settore. È quanto prevede un emendamento all'articolo 5 del decreto Fare, varato mercoledì dal senato prima di tornare alla camera per l'approvazione definitiva.

Il dl n. 69/2013 dà facoltà di scelta a tutti i titolari di impianti di generazione di energia elettrica alimentati da bioliquidi sostenibili, senza più fare distinzioni in base alla potenza installata. L'unica condizione è che le centrali siano entrate in esercizio entro il 31 dicembre 2012. Ferma restando la possibilità di mantenere gli incentivi spettanti sulla produzione di energia elettrica riconosciuti alla data di attivazione dell'impianto, sarà possibile scegliere il ricalcolo. Nel primo anno, a partire dal 1° settembre 2013, il contributo sarà riconosciuto con un incremento del 20%. Nel secondo anno il bonus sarà pari al 10%. Nei successivi tre anni di incentivazione, però, l'incentivo spettante sarà decurtato del 15%, su una produzione di energia pari a quella sulla quale è stato riconosciuto il predetto incremento. L'aumento sarà calcolato sul coefficiente moltiplicativo spettante per gli impianti a certificati verdi e, per gli impianti a tariffa onnicomprensiva, sull'importo dovuto al netto del prezzo di cessione dell'energia elettrica definito dall'Aeeg registrato nell'anno 2012. L'opzione per il nuovo regime dovrà essere comunicata dal titolare dell'impianto al Gse entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione. Si ricorda che per poter fruire delle agevolazioni statali i bioliquidi (combustibili liquidi per scopi energetici diversi dal trasporto, prodotti dalla biomassa) devono rispettare i criteri di sostenibilità fissati dalla direttiva 2009/30/Ce.

Confermata, al contempo, l'eliminazione della precedente possibilità di modifica degli incentivi vigenti per gli impianti a bioliquidi sostenibili entrati in esercizio prima del 2013, che era disposta dall'articolo 25, commi da 7-bis a 7-quater, del dlgs n. 28/2011. Le norme, abrogate già lo scorso 22 giugno dal dl n. 69/2013 approdato in G.U., consentivano una maggiorazione degli incentivi ai biocombustibili liquidi entro un limite massimo di ore annue di funzionamento, da definirsi con dm. Tale modalità, tuttavia, secondo la relazione illustrativa avrebbe generato un aggravio sulle bollette di 300 milioni di euro annui (ipotizzando un limite massimo di funzionamento di circa 5.000 ore all'anno). Risorse che, secondo l'esecutivo, gli operatori beneficiari avrebbero impiegato «in larghissima misura per l'importazione del biocombustibile, con marginali effetti sull'occupazione». Si ricorda che il comparto dei bioliquidi conta una potenza elettrica di circa 900 mW e dà lavoro a circa 4 mila addetti.

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