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Rumori azienda Giudici divisi

del 09/08/2013
di: di Marilisa Bombi
Rumori azienda Giudici divisi
Se gli impianti tecnologici (in particolare condizionatori) a servizio di un centro commerciale arrecano disturbo non tollerabile agli occupanti dei soprastanti alloggi, il direttore va condannato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sez. I Penale, con la sentenza n. 28874/13 depositata l'8 luglio scorso che ha richiamato le sue precedenti decisioni per ribadire che quando il rumore supera la normale tollerabilità scatta il reato di cui l'art. 659 Cod. pen. Nella citata sentenza è stato anche precisato che il superamento dei valori soglia di rumorosità, stabiliti dalle competenti autorità amministrative, prodotto da una attività economica integra il reato previsto dal comma secondo dell'art. 659 cod. pen. che non è stato implicitamente abrogato dall'illecito amministrativo di cui all'art. 10 comma secondo, legge 26 ottobre 1995 n. 447, che è posto a tutela del diverso bene della salute umana. Di segno opposto, invece, un'altra recente pronuncia della medesima Sezione, (sentenza 25601 depositata l'11 giugno 2013) nella quale si afferma che dalla comparazione tra l'art. 659, commi 1 e 2, c.p. si desume che costituisce oggetto della disposizione di cui al secondo comma ogni ipotesi di esercizio di un mestiere naturalmente rumoroso, norma attenuata rispetto a quella contenuta nel primo comma, per il ritenuto necessario contemperamento tra le esigenze della quiete pubblica con quelle della produzione. Esigenze, quest'ultime, che sono all'origine della disciplina dettata in materia di contenimento dei rumori fastidiosi, da quella relativa alle emissioni o immissioni sonore a quelle relative alle cautele da adottare in sede costruttiva o successivamente per contenere la rumorosità degli impianti produttivi. In sostanza, con l'emanazione della legge quadro sull'inquinamento acustico (legge 26 ottobre 1995, n. 447) il superamento dei limiti di accettabilità delle emissioni sonore integra gli estremi di un illecito amministrativo. E da ciò ne consegue che la condotta relativa, proveniente dall'esercizio di mestieri rumorosi, è stata depenalizzata, ma resta circoscritta alla violazione delle prescrizioni per rumorosità diverse da quelle concernenti i limiti delle emissioni o immissioni sonore.
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