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I fondi di coesione su poche priorità

del 09/08/2013
di: La Redazione
I fondi di coesione su poche priorità
Riportare il dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica (Dps) presso la presidenza del consiglio, viste le funzioni di coordinamento della politica di coesione che alla presidenza stessa sono assegnate. Quindi trasformare lo stesso Dps in due strutture:

- un dipartimento, di piccole dimensioni, con funzioni di coordinamento, indirizzo strategico e sorveglianza dei programmi di spesa

- e una nuova Agenzia esecutiva per la coesione, cui affidare funzioni rinforzate e più istituzionalizzate rispetto alla situazione attuale. Non esclusa la gestione supplente di alcuni programmi.

Sono queste le linee d'azione sulla politica di coesione 2014/2020, tracciate ieri in consiglio dei ministri da Carlo Trigilia, ministro per la coesione territoriale. Trigilia ha ricordato che l'ammontare di risorse Ue per il nuovo ciclo sarà di circa 30 mld di euro. Tesoretto che potrebbe raddoppiare col cofinanziamento nazionale. A questa cifra va poi aggiunto l'importo del Fondo sviluppo e coesione, che deve essere programmato per i prossimi sette anni, con la prossima legge di stabilità. Entro settembre sarà concluso l'accordo di partenariato, che è l'atto principale di impostazione delle scelte per il nuovo ciclo di fondi. Per evitare criticità nella capacità e nella qualità di spesa, secondo Trigilia bisognerà selezionare poche priorità su cui concentrare le risorse in un'ottica nazionale. Di più: nei prossimi due anni, bisognerà puntare tutto su misure antirecessive, capaci di sostenere l'occupazione, in particolare quella giovanile, le imprese e le economie locali. A riguardo, il ministro ha detto in Cdm che è stato aperto un tavolo unico di coordinamento politico con le regioni, presieduto dallo stesso Trigilia, al quale verranno portate le proposte delle amministrazioni centrali.

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