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Partite Iva in flessione, tranne le società di capitale

del 09/08/2013
di: La Redazione
Partite Iva in flessione, tranne le società di capitale
Sono state 39.353 le nuove partite Iva aperte a giugno scorso, in leggera flessione (-3,8%) rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Sono i dati diffusi ieri dal ministero dell'economia, nel consueto Osservatorio sulle partite Iva, secondo il quale la distribuzione per natura giuridica evidenzia che la quota relativa alle persone fisiche si attesta al 74% circa, le società di capitali sono pari al 19,2%. Rispetto al mese di giugno 2012 sono solo queste ultime a mostrare un aumento di aperture (+7,4%), mentre si segnala un ulteriore forte calo relativo alle società di persone (-22,8%).

Relativamente alla ripartizione territoriale, il 42,1% di aperture è concentrato al Nord, il 23,2% al Centro e il 34,6% al Sud e Isole. Le variazioni più significative sono avvenute in Basilicata (+13,4%), Umbria (-15,8%) e Sicilia (-11,4%), ma anche Piemonte e Campania registrano apprezzabili cali.

La classificazione per settore produttivo conferma che il commercio registra sempre il maggior numero di aperture di partite Iva: oltre il 24% del totale, seguito da attività professionali (12,9%) ed edilizio (9,7%).

Rispetto a giugno dello scorso anno, tra i settori principali è da sottolineare il forte aumento (+50%) delle attività finanziarie/assicurative; apprezzabile incremento anche per il settore sanitario (+8,4%), mentre le flessioni più rilevanti riguardano l'edilizio, i trasporti, attività professionali, istruzione e attività artistiche, tutte comprese tra il 6 e il 10%. Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è sempre stabile, con i maschi cui appartiene il 63,6% di aperture di partite Iva. Circa la metà delle aperture è dovuta a giovani fino a 35 anni e un terzo alla classe 36-50 anni.

Rispetto al giugno del 2012 solo la classe oltre i 65 anni segna un leggero aumento. Nel mese di giugno, infine, 8.806 persone fisiche (pari al 22% del totale delle nuove aperture) hanno aderito al regime fiscale di vantaggio riservato ai giovani sotto i 35 anni, ai disoccupati e ai lavoratori in mobilità, che per cinque anni limita l'imposta dovuta al 5% degli utili dichiarati, esonerando da Iva e Irap.

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