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Migliorano i conti di comuni e province

del 08/08/2013
di: La Redazione
Migliorano i conti di comuni e province
Comuni e province migliorano i conti, ma, almeno per quanto riguarda i municipi, soprattutto grazie alla leva tributaria. Nelle province, infatti, la riduzione delle risorse è risultata di maggiore intensità e non compensabile con altre risorse. Mentre i comuni hanno avuto la possibilità di utilizzare la leva tributaria, sia con l'introduzione anticipata dell'Imu, sia con l'inasprimento delle aliquote delle addizionali, sbloccate dal 2012. È quanto emerge dalla relazione sulla gestione finanziaria degli enti locali nel biennio 2011-2012 approvata ieri dalla sezione autonomie della Corte dei conti.

Nonostante la difficile situazione finanziaria, i dati da rendiconto 2011 dei comuni evidenziano un miglioramento rispetto al 2010 (più evidente per i comuni sotto i 5.000 abitanti), mentre più pesante è il bilancio dei comuni della fascia intermedia. Per le province i risultati da rendiconto rilevano una dinamica virtuosa nella complessiva gestione delle risorse. Il calo delle entrate, determinato in particolar modo dalle riduzioni dei trasferimenti (-13,62%), è stato contenuto dal recupero delle entrate tributarie (+12,83%) e dall'ulteriore contrazione della spesa corrente (spesa pro capite da 154,8 del 2010 a 145,2 euro nel 2011) che hanno consentito di conservare e migliorare gli equilibri economico-finanziari complessivi dell'intero comparto.

Tuttavia, mentre si riduce il numero di comuni che non hanno rispettato il patto di stabilità (grazie al meccanismo del patto verticale) cresce il numero di province inadempienti.

Nel complesso, l'indebitamento di comuni e province arretra e assume grandezze che la Corte giudica sostenibili e in linea con le nuove previsioni legislative in materia di pareggio di bilancio. Nei comuni il debito si attesta a 48,8 mld (-2,15% rispetto al 2010). Le province fanno meglio e riducono il debito del 3,52% portandolo a 11 miliardi. Ciononostante continua a destare preoccupazione il fenomeno dei debiti fuori bilancio. Nelle province quelli riconosciuti ammontano a 72 milioni di euro, mentre quelli dichiarati ma non ancora riconosciuti a 62 mln. Nei comuni le due voci raggiungono, rispettivamente, quota 576 e 688 milioni.

E per concludere uno sguardo alle partecipate. La Corte dei conti ne mette in fila 5.521 di cui 4.994 in attività, operanti nei settori più disparati. Dalla fornitura di energia elettrica e gas a quella dell'acqua, dalla gestione dei rifiuti, ai trasporti, dalla sanità alle attività artistiche, sportive e di intrattenimento. Non tutti però sono campi profittevoli in cui si realizzano utili. I trasporti, per esempio, fanno segnare importanti perdite, mentre nella gestione dei rifiuti il pareggio di bilancio si realizza «grazie a ingenti erogazioni dell'ente». Solo energia e acqua producono utili.

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