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Tlc, il contratto falso abbatte la concessione

del 08/08/2013
di: Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Tlc, il contratto falso abbatte la concessione
Il disconoscimento della firma apposta sul contratto col gestore telefonico rende non dovuta la concessione governativa relativa all'utenza. La mera conferma del gestore sull'esistenza del contratto e sull'autenticità della firma, infatti, non ha alcuna rilevanza legale, essendo invece necessario attivare, a onere del gestore stesso, un giudizio civile per l'effettiva verificazione della fattispecie. Sono le conclusioni della Commissione tributaria provinciale di Sondrio riportate nella sentenza n.23/2/13 depositata in segreteria l'11 giugno scorso. Con l'accertamento impugnato, le Entrate di Sondrio richiedevano al contribuente delle concessioni governative relative a una utenza telefonica. Opponendo l'accertamento, con ricorso alla Commissione provinciale di Sondrio, il contribuente affermava di non aver mai sottoscritto alcun contratto, da cui avrebbe dovuto trarre fonte la ripresa fiscale. I giudici provinciali hanno accolto le doglianze d'impugnazione. L'articolo 2702 del codice civile, osserva il collegio, stabilisce che, quando sia riconosciuta la sottoscrizione, la scrittura privata fa piena prova fino a querela di falso. Qualora, invece, questa sottoscrizione venga disconosciuta, la scrittura privata perde ogni valore e lo stesso articolo 2702 c.c. non attribuisce alcuna rilevanza alla conferma di terzi circa l'autenticità della sottoscrizione. La norma, precisa la commissione, «è espressione del principio secondo cui nessuno può essere vincolato da dichiarazioni per le quali sia incerta la provenienza». In base a tale disposizione «colui che appare essere autore di una dichiarazione, in quanto a essa risulti apposta una sottoscrizione a lui riconducibile, può semplicemente limitarsi a disconoscerne l'autenticità per togliere ogni effetto alla dichiarazione stessa». Il disconoscimento della firma, per le ragioni anzidette conclude la sentenza «è di per sé ostativo alla possibilità di considerare il ricorrente quale parte del suddetto contratto e, dunque, quale soggetto passivo della tassa di cui al gravato provvedimento». Spetterà, invece, al gestore l'onere di richiedere, nell'ambito di un giudizio civile o in via principale con apposita citazione, la verificazione della sottoscrizione stessa, al fine di dar corpo e sostanza (anche ai fini fiscali) al contratto disconosciuto.

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