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Assunzioni giovani incentivate

del 07/08/2013
di: di Daniele Cirioli
Assunzioni giovani incentivate
Il decreto lavoro vede il traguardo finale. Oggi la Camera approverà in via definitiva la conversione del dl n. 76/2013, senza modifiche rispetto al testo trasmesso dal senato. Diverse le misure, dagli incentivi all'assunzione dei giovani al rifinanziamento delle misure per l'autoimprenditorialità; dalle modifiche ai contratti a termine alla sanatoria dei rapporti di associazione in partecipazione; dal rinvio dell'aumento Iva alla riduzione del capitale sociale (un euro) nelle società a responsabilità limitata (in tabella sono riportate le principali disposizioni previste dal provvedimento).

Di particolare interesse è l'agevolazione pari ad 1/3 della retribuzione per le assunzioni di giovani d'età tra 18 e 29 anni effettuate entro il 30 giugno 2015 ad incremento della forza lavoro aziendale.

L'incentivo, conguagliabile con i contributi dovuti all'Inps, viene concesso nel limite di 650 euro mensili per la durata di 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato; o per la durata di 12 mesi in caso di stabilizzazione.

L'incentivo interessa tutti i datori di lavoro e con riferimento ai giovani che rientrino in una delle seguenti condizioni (è sufficiente che ne ricorra una delle due): siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; o siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale. Rispetto al testo originario del decreto legge, la legge di conversione non prevede la terza condizione: giovani che “vivano soli con una o più persone a carico”.

Tra le novità introdotte dal Senato una riguarda il welfare dei professionisti e in virtù della quale le casse potranno investire i risparmi finanziari in misure di welfare a favore degli iscritti, quali tra l'altro prestazioni ai professionisti in crisi, interventi a sostegno delle pensioni o all'ingresso dei giovani nel mondo delle professioni.

L'altra novità è quella relativa alla sanatoria per le associazioni in partecipazione: da qui a settembre, le imprese possono sottoscrivere accordi con i sindacati al fine di promuovere la stabilizzazione degli associati in cambio della grazia per tutte le eventuali sanzioni pendenti sulla qualificazione dei rapporti di lavoro o anche solo per prevenirle.

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