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Al via il cumulo dei contributi

del 07/08/2013
di: di Daniele Cirioli
Al via il cumulo dei contributi
Via libera alla totalizzazione retributiva. Per avvalersi della facoltà di mettersi a riposo sommando i contributi versati in diverse gestioni e ottenere, così, il diritto a una pensione, occorre presentare una domanda all'ultimo ente previdenziale di iscrizione. La domanda va presentata dall'interessato o da un erede (in caso di reversibilità). La pensione, unica, ma con oneri a carico di ciascuna gestione, è erogata dall'Inps. Lo precisa lo stesso istituto assicuratore nella circolare n. 120 di ieri illustrando la nuova facoltà di cumulo dei periodi contributivi introdotta dalla legge Stabilità 2013, quale rimedio a favore dei dipendenti (soprattutto pubblici) restasti senza facoltà della ricongiunzione gratuita.

Stop alle ricongiunzioni. È stata la legge n. 122/2010 ad abrogare le ricongiunzioni gratuite. D'allora (siamo a luglio 2010) i lavoratori non possono più spostare i contributi da un fondo a un altro conservando pienamente i diritti pensionistici, se non a pagamento. L'alternativa, gratuita, è la totalizzazione. Tuttavia, mentre la ricongiunzione consentiva di avere una pensione «retributiva» (cioè calcolata con il vecchio e più conveniente sistema commisurato allo stipendio), la totalizzazione impone il calcolo «contributivo» (cioè in base ai contributi versati e, dunque, meno conveniente).

La totalizzazione «retributiva». La legge Stabilità 2013 (legge n. 228/2012) ha reintrodotto esclusivamente per gli iscritti alla Cpdel, Cps, Cpi e Cpug per i quali sia venuta a cessare, entro il 30 luglio 2010, l'iscrizione alle predette casse senza diritto a pensione, la facoltà di presentare istanza di costituzione della posizione assicurativa nel fondo pensione lavoratori dipendenti Ago (assicurazione generale obbligatoria). In tal caso, il trasferimento della contribuzione tra le diverse gestione avviene senza oneri a carico degli interessati, cioè gratuitamente. L'Inps, in merito, precisa che l'esercizio di tale facoltà non dà comunque diritto alla corresponsione di ratei arretrati di pensione. Pertanto, sia in sede di prima liquidazione che di ricostituzione della pensione, non potranno essere riconosciuti arretrati riferiti a periodi anteriori alla data della domanda per la costituzione della posizione assicurativa. In caso di decesso degli interessati, la facoltà può essere esercitata dai superstiti ai fini del diritto e della misura della pensione di reversibilità o indiretta loro spettante. Ai fini del cumulo, i diversi periodi di iscrizione nelle varie gestioni si convertono in base a specifici e univoci criteri (si veda tabella).

Serve una domanda. L'Inps, ancora, spiega che il nuovo istituto del cumulo dei periodi assicurativi è conseguibile a domanda del lavoratore o suo avente causa, da presentarsi all'ente gestore della forma assicurativa a cui da ultimo l'interessato è stato iscritto. Per forma assicurativa di ultima iscrizione, precisa l'Inps, deve intendersi la gestione dove risulta accreditata l'ultima contribuzione a favore del lavoratore. Qualora al momento della domanda di prestazione con il cumulo il lavoratore dovesse risultare iscritto a più gestioni, ha facoltà di scegliere la gestione presso cui presentare la domanda.

Un anno per ripensarci. Per evitare disparità di trattamento rispetto a quanti, dal 1° luglio 2010, avessero già richiesto la ricongiunzione (divenuta onerosa), la legge Stabilità ha dato un anno di tempo (31 dicembre 2013) ai lavoratori per richiedere il recesso e la restituzione di quanto già versato, a condizione di non aver già ottenuto la liquidazione della pensione. La facoltà, spiega l'Inps, è rivolta a coloro che hanno presentato domanda fra il 1° luglio e l'entrata in vigore della legge Stabilità (1° gennaio 2013) ed è esercitabile anche dai familiari superstiti.

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