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Iva extra Ue, detrazioni in ballo

del 07/08/2013
di: di Franco Ricca
Iva extra Ue, detrazioni in ballo
Semaforo rosso alla norma che vieta ai tour operator extracomunitari il rimborso dell'Iva sugli acquisti in Italia. L'aula del senato potrebbe infatti cancellare la disposizione dell'art. 55 del dl n. 69/2013, recante interpretazione autentica dell'art. 74-ter del dpr 633/72, in materia di divieto di detrazione dell'Iva da parte dei soggetti che applicano il regime speciale delle agenzie di viaggio. Una esplicita dichiarazione in tal senso è arrivata dal relatore del provvedimento a palazzo Madama, Paolo Guerrieri Paleotti, il quale ha reso noto l'intenzione di abrogare la disposizione «per riequilibrare la situazione tra tour operator comunitari ed extracomunitari».

La stessa finalità è, però, perseguita dalla norma che si intenderebbe cancellare, che, come spiega la relazione del decreto legge, sposando la linea del divieto di detrazione per i tour operator extra Ue, ha inteso evitare che questi soggetti fruiscano di condizioni più favorevoli rispetto a quelli stabiliti all'interno dell'Ue.

Il citato art. 74-ter stabilisce, infatti, che le agenzie di viaggio, assoggettate allo speciale regime Iva del margine, non possono detrarre l'imposta assolta o dovuta sugli acquisti di beni e servizi a diretto vantaggio del cliente. Una preclusione, questa, funzionale alla peculiarità del regime speciale, nel quale l'imposta dovuta è determinata con il meccanismo di deduzione «base da base» (ricavi meno costi specifici lordi), anziché secondo il principio generale della detrazione.

La questione aperta è se tale preclusione trovi applicazione soltanto nei confronti delle agenzie di viaggio stabilite nell'Ue, oppure anche nei confronti di quelle extracomunitarie. L'art. 55 del dl 69/2013 mira a risolvere la questione interpretando la norma nel senso dell'estensione del divieto. Trattandosi di una norma interpretativa, però, la sua cancellazione da parte del parlamento non avrebbe alcun effetto risolutivo, men che meno quello di legittimare la detrazione.

Intanto, perché ripristinerebbe la situazione di incertezza, attestata anche da prese di posizione amministrative di segno opposto. Secondariamente, perché l'indirizzo interpretativo da ultimo affermato dall'Agenzia delle entrate va nella direzione sfavorevole agli interessati. Con la risoluzione 141/2004, infatti, ribaltando la conclusione raggiunta dalla precedente risoluzione 62/1999, con la quale era stato riconosciuto il diritto alla detrazione a un tour operator canadese, l'amministrazione ha invece negato il rimborso a un tour operator svizzero (per il vero, non soltanto a motivo delle regole del regime speciale delle agenzie di viaggio, ma anche in base al principio di reciprocità, poiché la Svizzera non consente il rimborso ai tour operator italiani).

Pertanto, se davvero si volesse risolvere la questione in senso favorevole al rimborso, occorrerebbe varare un'espressa disposizione in tal senso. Se invece il parlamento si limiterà a cancellare la norma interpretativa del decreto legge, verrà ripristinato lo statu quo ante, ovvero la situazione di incertezza normativa. Peraltro, tenuto conto della dimensione comunitaria della disciplina dell'Iva, la soluzione della questione, quale che fosse, dovrebbe essere armonizzata a livello comunitario, onde evitare divergenze interpretative fra gli stati membri.

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