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Si apre una fase di collaborazione fisco-contribuenti

del 07/08/2013
di: La Redazione
Si apre una fase di collaborazione fisco-contribuenti
Ravvedimenti incompleti: nel confronto con il fisco si perfezionano gli importi in regola. Importante la collaborazione con i funzionari, attesa l'inesistenza di software che al momento sappiano gestire le nuove conclusioni della circolare n. 27 del 2013. Necessario riattribuire gli importi versati tra sanzioni, imposte e interessi: in tal modo sarà possibile individuare il residuale delle imposte da pagare, che sarà sottoposto a sanzioni piene.

La circolare n. 27 del 2013 è improntata sul rispetto delle regole sancite dallo statuto del contribuente, giungendo a conclusioni basate alla massima collaborazione tra fisco e contribuenti virtuosi. L'obiettivo, infatti, è di premiare coloro che in un modo o nell'altro hanno posto in essere, anche parzialmente, gli adempimenti a cui erano dovuti. Se uno dei problemi sentito era quello della maggiorazione dello 0,40%, in riferimento al quale la circolare n. 27 sgombra il campo da qualsiasi equivoco stabilendo che le sanzioni sono applicabili solo in riferimento all'importo omesso (spesso solo interessi a titolo di maggiorazione per ottenere lo slittamento), altra novità del documento di prassi riguarda l'ipotesi di un contribuente che in sede di ravvedimento effettui un versamento complessivo insufficiente in termini di imposte, sanzioni e interessi, con addirittura sanzioni e interessi non commisurati alle imposte versate.

A onor del vero mai la dottrina si era spinta a considerare, in una simile ipotesi, il possibile configurarsi di un «ravvedimento accettabile», seppur parzialmente. L'impressione immediata era di trovarsi dinanzi a un confusionario «disastro» di versamenti, difficile da raccordare ed esposto a sanzioni del 30% rapportate all'intero importo delle imposte dovute: in effetti, il contribuente non solo aveva versato, in ritardo, un importo di imposte inferiore a quelle risultanti dalla liquidazione delle dichiarazioni, ma inoltre non aveva determinare in maniera proporzionale le dovute sanzioni e interessi. In una simile circostanza qualsiasi interprete avrebbe suggerito massima cautela nel considerare perfezionato, almeno parzialmente, il ravvedimento, ritenendo invece lo stesso non completato ed esposto a sanzioni piene. La circolare n. 27 invece smentisce tutti affermando a chiare lettere che, anche in una simile evenienza, il ravvedimento può ritenersi perfezionato con riferimento alla quota parte dell'imposta, comprensiva o meno della maggiorazione a seconda della data dell'originario versamento, proporzionata al quantum complessivamente corrisposto a vario titolo.

In altre parole, a parere del fisco un ravvedimento parziale deve essere comunque riconosciuto; e ciò a prescindere dalla circostanza che nel modello F24 utilizzato per il ravvedimento non siano distinti in maniera analitica gli importi versati a titolo di imposta, interessi e sanzioni: la sola necessità è che a titolo di sanzioni qualcosa sia stato versato con l'apposito codice tributo.

Il documento di prassi, inoltre, evidenzia che, considerata in questa fase l'assenza di adeguate procedure informatizzate in grado di gestire queste clamorose novità, dovranno essere gli uffici (e dunque prevalentemente gli operatori dei front office), a operare le necessarie correzioni, modificando se del caso i codici tributo utilizzati e i relativi importi in modo da far perfezionare, con le dovute proporzioni, i ravvedimenti parziali operati dal contribuente e procedere al recupero delle imposte non versate, sanzionate nella misura del 30%.

In termini pratici questo significa che anche i consulenti dovranno attrezzarsi per poter interagire adeguatamente con il fisco. Si immagini la seguente situazione: versamento da operare pari a 100 di imposte, 2,5 di interessi e 3,75 di sanzioni, per un totale di 106,25. Il contribuente versa 90 di imposte (con apposito codice tributo) e 1 di sanzione (con relativo codice tributo). La condizione minima sottolineata dalla circolare n. 27 del 2013 è soddisfatta, in quanto le sanzioni, seppur errate, sono state versate: il problema è che l'importo deve essere ritarato tra imposte, interessi e sanzioni per consentire il perfezionarsi del ravvedimento.

Sarà necessario a questo punto considerare il totale versato (ossia 91) e scomputare correttamente la sanzione del 3,75% e gli interessi (in relazione ai giorni del ritardo del versamento). Dal che potrebbe residuare un ravvedimento di 86 di imposte, con 1,8 di interessi e 3,2 di sanzioni. È evidente che nel caso in esame il versamento di 90 di imposte dovrà essere corretto in 86 con il codice tributo delle imposte, 1,8 con quello degli interessi e 2,2 con quello delle sanzioni, operazione che al momento dovrà essere effettuata manualmente. Al che sarà l'importo di 14 (differenza tra 100 da versare di imposte e 86 effettivamente versate in ravvedimento), a essere sottoposto a recupero da parte degli uffici, con irrogazione della sanzione piena del 30%, oltre al calcolo degli interessi dovuti. In questa prima fase l'operazione sarà alquanto farraginosa, ma sul piano della lealtà dei rapporti tra fisco e contribuente può affermarsi che un grande passo avanti è stato compiuto.

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