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Professionisti con sgravi ridotti

del 07/08/2013
di: di Carla De Lellis
Professionisti con sgravi ridotti
Sgravi ridotti ai professionisti. Sulle assunzione di disoccupati di lunga durata (legge n. 407/1990), infatti, allo studio professionale spetta l'incentivo in misura del 50% che è riservato a tutti i datori di lavoro, mentre non gli può essere esteso quello al 100% perché riservato esclusivamente a imprese. Lo stabilisce la Corte di cassazione in una sentenza depositata ieri (la n. 18710/2013). La vicenda riguarda il contenzioso tra un ragioniere commercialista e l'Inps, con il primo che aspira a vedersi riconosciuto lo sgravio contributivo totale (100%) per l'assunzione di disoccupati, al pari di come avviene per le imprese, ai sensi della legge n. 407/1990. Il ricorrente sostiene che, in base alla giurisprudenza comunitaria della corte Ue, la nozione di «impresa» andrebbe letta in visione più ampia tale da farvi rientrare «qualsiasi entità che eserciti un'attività economica a prescindere dallo «status» giuridico di detta entità e dalle sue modalità di finanziamento, costituendo attività economica qualsiasi attività che consista nell'offrire beni o servizi su un determinato mercato». La nozione comunitaria, secondo il ricorrente, esclude che possa operarsi una distinzione tra «impresa» e «libera professione», proprio al fine di evitare di falsare il mercato.

La Cassazione, analizzando le disposizioni della legge n. 407/1990, fa notare che la disciplina distingue due tipologie di sgravio: un primo tipo destinato a tutti i «datori di lavoro» (con il riconoscimento dello sgravio al 50%); un secondo rivolto alle imprese (con il riconoscimento dello sgravio al 100%). Nella prima tipologia rientrano i liberi professionisti datori di lavoro, su tutto il territorio nazionale; nella seconda solo i datori di lavoro in quanto imprese, operanti nel Mezzogiorno. In virtù di tanto, la Cassazione non rileva disparità in quanto la prima parte fa riferimento ai datori di lavoro (includendovi anche i professionisti), mentre la seconda soltanto alle imprese (e non anche ai datori di lavoro).

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