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Spam, il sì al marketing va espresso

del 07/08/2013
di: di Antonio Ciccia
Spam, il sì al marketing va espresso
Precompilare con un flag automatico la casella del consenso per attività di marketing non è lecito. Il garante della privacy con le Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam del 4 luglio 2013 (provvedimento n. 330 del 4 luglio 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 26 luglio 2013) ha chiarito quali modalità devono essere usate dalle imprese per raccogliere il consenso finalizzato alle attività pubblicitarie e di marketing. Una delle caratteristiche essenziali del consenso è la effettiva libertà nel prestarlo. Da questa regola discendono una serie di conseguenze operative. Eccole:

Indirizzi Pec. Senza il consenso preventivo degli interessati, non è lecito utilizzare per inviare e-mail promozionali gli indirizzi pec contenuti nell'indice nazionale delle imprese e dei professionisti.

Primo contatto telefonico. È possibile contattare telefonicamente mediante operatore (per chiedere al contraente di esprimere un consenso a ricevere comunicazioni promozionali secondo le modalità di cui all'art. 130, commi 1 e 2) i numeri presenti in elenchi telefonici e non iscritti nel Registro pubblico delle opposizioni. Lo stesso vale per i numeri presenti in elenchi pubblici «con i limiti e le modalità che le leggi, i regolamenti o la normativa comunitaria stabiliscono per la conoscibilità e pubblicità dei dati».

Contatti a distanza. Il principio del consenso per il trattamento dei dati vige anche nella disciplina sulla protezione dei consumatori nei contratti a distanza, secondo la quale l'impiego da parte di un professionista del telefono, della posta elettronica, di sistemi automatizzati di chiamata senza l'intervento di un operatore o di fax richiede il consenso preventivo del consumatore.

Consenso libero. Il consenso acquisito per la finalità di invio di comunicazioni promozionali deve essere libero, informato, specifico, con riferimento a trattamenti chiaramente individuati. Il consenso deve anche essere documentato per iscritto.

Consensi precompilati. Nelle Linee guida i garante chiarisce che il consenso del contraente per l'attività promozionale deve intendersi libero quando non è preimpostato e non risulta, anche solo implicitamente in via di fatto, obbligatorio per poter fruire del prodotto o servizio fornito dal titolare del trattamento. Non è libero il consenso prestato quando la società condiziona la registrazione al suo sito web da parte degli utenti e, conseguentemente, anche la fruizione dei suoi servizi, al rilascio del consenso al trattamento per la finalità promozionale.

Check-box. Non è corretta la predisposizione di moduli in cui la casella («check-box») di acquisizione del consenso risulta precompilata con uno specifico simbolo (la spunta a mezzo di flag).

Documentazione per iscritto. Il consenso per la finalità promozionale deve essere documentato per iscritto. Tuttavia la direttiva 2002/58/Ce non stabilisce in modo specifico il metodo per ottenere tale consenso. Gli operatori del settore possono, dunque, ritenersi liberi di scegliere il metodo che ritengono opportuno nell'ambito della propria libertà organizzativa. Peraltro non è necessario che il consenso acquisito abbia forma scritta, a pena di invalidità del medesimo, ma è comunque necessario che il titolare del trattamento adotti misure idonee a darne prova fornendo alcuni elementi tali da poter ritenere acquisito il consenso e circostanziare tale acquisizione.

Mail di controllo. Il garante consiglia di adottare sistemi di verifica della identità del contraente che si è registrato a un sito web perché interessato a ricevere offerte promozionali. Per esempio, si può inviare una apposita e-mail all'indirizzo di posta elettronica dell'interessato con la quale si chiede di confermare la propria identità cliccando su un apposito link.

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